Pavia contro la guerra in Iraq

Lo scoppio della guerra imperialista contro l’Iraq ha risvegliato il clima politico all’Università di Pavia, che sembrava glaciale ormai dai tempi della Pantera.
Giovedì 20 marzo: lo scoppio della guerra imperialista contro l’Iraq ha risvegliato il clima politico all’Università di Pavia, che sembrava glaciale ormai dai tempi della Pantera.
Già nei giorni precedenti era stato costituito un fronte giovanile per mobilitarsi allo scoppio della guerra, con la partecipazione di Giovani Comunisti, Sinistra Giovanile, CoRSARi (il collettivo che gestisce il centro sociale Barattolo), Coordinamento per il Diritto allo Studio (UdU), SPiMo e Orabuka (collettivi studenteschi cittadini) e altri.
Alle 4 di notte ci siamo mobilitati per attacchinare centinaia di manifesti in tutta la città chiamando alla mobilitazione immediata. Alle 7 sono cominciati i picchetti di fronte a tutte le scuole, alle 8 di fronte a tutte le facoltà universitarie. Quattro diversi cortei sono partiti da diversi punti della città portando gli studenti medi e universitari al concentramento nella piazza principale alle 9:30: le presenze erano di diverse migliaia. Dietro lo striscione No all’imperialismo, no alla dittatura ha marciato lo spezzone dei GC pavesi con slogan e volantini che rivendicavano:
– FUORI GLI IMPERIALISTI DAL MEDIO ORIENTE!
– DIMISSIONI DEL GOVERNO GUERRAFONDAIO!
– BLOCCO E CHIUSURA DELLE BASI USA E NATO, ROTTURA DEI TRATTATI!
– SCIOPERO GENERALE INTERNAZIONALE CONTRO LA GUERRA!
– OCCUPAZIONE DI SCUOLE E UNIVERSITA’ FINO ALLA CADUTA DI BERLUSCONI!
Al termine del corteo unitario, partecipatissime assemblee degli studenti medi e quella degli universitari hanno votato l’autogestione di tutte le scuole e l’occupazione dell’Aula Magna Sotterranea dell’ateneo. Numerosi interventi hanno sottolineato la necessità di collegare le lotte studentesche fra di loro e con le mobilitazioni dei lavoratori, a partire dalla partecipazione, il pomeriggio stesso, al presidio sindacale nella piazza principale della città.

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