Pavia-Medioevo: a scuola senza banchi!

Questo volantino è stato prodotto dal Comitato in difesa della Scuola Pubblica (CSP) di Pavia a proposito del caso inquietante della sede staccata dell’istituto Cossa, dove da giorni si va a scuola senza banchi e lavagne. La soluzione secondo la giunta provinciale di centrodestra? Non certo aumentare i banchi: diminuire gli studenti!!
Leggere per credere.

DIFENDIAMO IL DIRITTO ALLO STUDIO,
AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE VERGOGNA!

L’anno scolastico 2006-2007 si è aperto con un’evidente violazione del diritto allo studio. A farne le spese sono state nove classi della succursale del Cossa che il primo giorno di scuola si sono trovati senza sedie, banchi, lavagne e cattedre. Le cause di questo disagio sono interamente da attribuire alla negligenza dell’amministrazione provinciale che era a conoscenza da oltre due mesi della necessità degli strumenti didattici, ma non ha mosso un dito per garantire il regolare svolgimento delle lezioni. L’amministrazione provinciale per bocca del suo presidente Vittorio Poma (Forza Italia) ha inoltre espresso inquietanti valutazioni sulle problematiche delle scuole pavesi, riscontrando il primo problema nel fatto che vi siano troppi iscritti. Poma ha anche attaccato duramente i presidi degli istituti colpevoli di accettare troppe iscrizioni per le loro manie di grandezza. Ma il presidente della Provincia ha la soluzione per i mali della scuola: bloccare le iscrizioni alle scuole pavesi per tutti i non residenti in provincia impedendo “l’ondata di alunni dal milanese”.

FACCIAMO LUCE SULLE BUGIE DI POMA

Anzitutto teniamo a precisare che le numerose iscrizioni nelle scuole superiori pavesi non sono un problema, la questione cruciale è che non ci sono strutture scolastiche adeguate per accogliere l’intera popolazione studentesca. Inoltre le argomentazioni di Poma sui comportamenti dei presidi non reggono affatto, infatti questi cercano di ottenere più iscrizioni non per manie di grandezza ma per semplice convenienza. Con l’Autonomia Scolastica, le scuole diventano di fatto aziende in competizione tra loro nel grande mercato del sapere, quindi le scuole-aziende devono accalappiare più studenti-clienti possibile per ricevere più finanziamenti statali e privati. Non deve quindi stupire che le scuole si contendano gli studenti a colpi di pubblicità e di nuovi indirizzi.
L’intenzione di negare l’acceso alle scuole superiori ai non residenti in provincia mette in evidenza i programmi della giunta che non ha alcuna intenzione di lanciare un efficace piano di edilizia scolastica. Il problema del sovraffollamento non è una novità, da anni molte scuole devono arrangiarsi con sedi staccate e l’incapacità di programmazione degli interventi da parte della Provincia è stata sotto gli occhi di tutti. Ma per Poma calpestare il diritto allo studio è proprio un vizio, è infatti inammissibile che citi come modello da seguire il comportamento della preside del Taramelli che per motivi di spazio ha selezionato gli studenti sulla base del voto d’esame di terza media. In questo modo solo chi è uscito dalle medie con distinto o ottimo potrà frequentare l’istituto scientifico, viene così applicato un “blocco” di dubbia legalità. Pavia non ha bisogno né di scuole d’élite né di scuole ghetto ma di un piano di edilizia scolastico che garantisca ad ogni studente il diritto allo studio!

UNIAMOCI E ORGANIZZIAMOCI

Il modo migliore per tutelare il nostro diritto allo studio è quello di vigilare sul lavoro dell’amministrazione provinciale. Vogliamo redarre un dossier sui problemi dell’edilizia scolastica delle scuole pavesi.
Avete classi sovraffollate? Scuole fatiscenti? Problemi con i mezzi di trasporto? Contattateci, spiegateci il vostro problema ed organizzatevi insieme ha noi per risolverlo!

CONTATTACI

ALESSANDRO 339-3759156
IACOPO 349-5093804

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