Per il rilancio del Circolo di Pavia

Pubblichiamo il documento politico Per il rilancio del Circolo di Pavia sul quale è in corso una raccolta di firme presso i compagni di quel circolo. La lista delle firme verrà aggiornata via via che ci saranno inviate nuove adesioni, che possono essere anche mandate direttamente al nostro indirizzo email e sarà pubblicata in calce al testo in ordine alfabetico, ponendo però in testa alla lista i compagni con responsabilità negli organismi di Partito.

Per il rilancio del Circolo di Pavia

  1. Il rilancio dell’attività e della capacità di iniziativa del Circolo PRC di Pavia è oggi la priorità fondamentale dei comunisti pavesi.
  2. Ci sono due possibili strategie di fronte alle difficoltà degli ultimi mesi: da un lato, “tirare avanti” sperando che in qualche modo i problemi “si risolvano da soli”; in alternativa, “uscire in avanti” dalla crisi basandosi sul coinvolgimento della base, chiedendo cioè all’insieme del corpo militante di assumersi in prima persona la responsabilità dei problemi che come circolo abbiamo affrontato e stiamo affrontando. Ci pare ovvio che solo questa seconda opzione possa costituire una seria, seppur difficile, via d’uscita.
  3. Le energie e il desiderio di militanza della base, inclusi i giovani, sono la risorsa principale che abbiamo e che non è stata compromessa dalla crisi degli ultimi mesi; al contrario, va registrata una positiva volontà di contribuire, come si è visto all’assemblea di giugno, durante la Festa di Liberazione, in recenti occasioni pubbliche. Pare naturale dunque porre queste forze al centro del nostro progetto di riorganizzazione del lavoro politico.
  4. La politica amministrativa è stato il terreno di maggiore scontro interno sul quale si sono manifestati i problemi più grandi. I recenti avvenimenti in consiglio comunale, che, da qualunque lato li si voglia guardare, rappresentano un fatto grave, dimostrano che molti nodi non sono ancora stati sciolti. La mozione a favore dell’indipendenza politica del PRC dal centrosinistra, approvata all’ultima assemblea degli iscritti, chiaramente non è vincolante nel definire “la linea”, però non può essere ignorata (come è stato fatto sinora): è necessaria una risposta sul merito da parte di chi dirige il Circolo – una risposta che definisca nettamente una linea di condotta alla quale il gruppo consiliare dovrà subordinarsi e che potrà essere democraticamente discussa dai militanti.
  5. Le dimissioni di Irene Campari dal Direttivo del Circolo aggravano ulteriormente la situazione, rendendo ancora più problematico il controllo da parte del Partito dell’attività dei consiglieri comunali. È impensabile avere consiglieri comunali che agiscono a titolo personale.
  6. La politica amministrativa non può però diventare l’unica preoccupazione di un circolo comunista. È un aspetto del nostro intervento che ha la sua importanza ma che non esaurisce certo i compiti del Circolo. Sviluppare un lavoro su altri terreni può peraltro essere una via per evitare che i disaccordi sulla politica amministrativa paralizzino tutto il resto. Numerose altre questioni potrebbero essere affrontate, come per esempio l’imminente congresso della CGIL, gli interessanti sviluppi politici su scala europea (referendum ed elezioni tedesche), la situazione internazionale, nonché ovviamente i grandi problemi sociali e politici italiani. Gli stessi appuntamenti nazionali del Partito non possono essere ignorati come invece è avvenuto con l’iniziativa di Roma del 24 settembre e come sta avvenendo per le primarie, di cui non si è neppure discusso.
  7. L’unità del Partito è un valore, laddove si tratti di unità nell’azione costruita dalla discussione, non di un’unità fittizia o di facciata che facilmente mostrerà anche esternamente le proprie crepe. Questa unità si costruisce anche valutando le proposte nel merito e non in quanto proposte di questa o quella componente (è una pratica deteriore quella di scartare sempre a priori i contributi di alcuni compagni perché “della minoranza” o perché “della maggioranza”). Esistono nel nostro Circolo compagni, che si riconoscono in ciascuna delle sfumature di posizioni del dibattito interno, che intendono “dare una mano” e prendersi delle responsabilità. Senza pretendere astrattamente che non esistano più una maggioranza e una minoranza (oggi sarebbe impossibile), su terreni circoscritti o su singole campagne va valorizzata la responsabilizzazione di quei compagni che, al di là delle divisioni congressuali, godano della fiducia del corpo militante su quel particolare aspetto del lavoro politico. Questa divisione dei compiti (che non dev’essere una moltiplicazione di “cariche”) è tanto più importante in un momento in cui non esiste nel Circolo una segreteria plurale.
  8. In un momento come questo, sarebbe irresponsabile avere un atteggiamento di leggerezza nei confronti del rispetto delle norme statutarie e ancor di più delle norme di convivenza civile tra compagni. Quindi: ad ogni osservazione politica di qualunque compagno va data una risposta, le decisioni degli organismi vanno rispettate entro gli ambiti in cui queste decisioni sono vincolanti, non si utilizzano espressioni gratuitamente offensive nei confronti dei compagni, gli organismi vanno convocati frequentemente e chi ne fa parte deve fare il possibile per parteciparvi (restando fino alla fine), i diritti delle varie componenti vanno difesi, le posizioni altrui non vanno caricaturizzate ecc.
  9. In conseguenza di queste osservazioni, riteniamo necessaria una rapida convocazione dell’Assemblea degli Iscritti (e non solo del Direttivo di Circolo). La proposta di una convocazione almeno bimestrale dell’Assemblea è stata approvata all’unanimità nell’ultima riunione dell’Assemblea stessa, col voto favorevole anche di chi è oggi il segretario del Circolo. Peraltro quella mozione era già superflua in quanto la stessa indicazione è contenuta in forma imperativa nello Statuto del Partito. Luglio, agosto e settembre sono passati senza che l’assemblea sia stata riunita. Nessuno (neanche il segretario del Circolo) ha il diritto di rinviare ulteriormente la riconvocazione dell’Assemblea, decisione che finirebbe per ostacolare proprio il rilancio del Circolo che sta a cuore a tutti noi; il Direttivo è a sua volta opportuno che sia presto convocato anche considerate le dimissioni presentate da uno dei suoi membri.
  10. Chiediamo a tutti i compagni, favorevoli o contrari a queste osservazioni, di farci conoscere se possibile la propria opinione, convinti che anche questo possa portare maggiore chiarezza nei rapporti tra di noi.
  11. Il presente documento sarà inviato agli organismi dirigenti del Circolo, della Federazione e della Federazione Regionale.

Pavia, ottobre 2005

Adesioni:

  • Irina Bezzi (CPF, Direttivo, Coord. GC)
  • Pietro Pace (Coord. GC)
  • Orietta Piazza (CPF)
  • José Miguel Suescun (Collegio di Garanzia)
  • Mauro Vanetti (CPF, Direttivo, Coord. GC)
  • Federica Adamo
  • Juan José Allevi
  • Manuela Cibellis
  • Andrea Gancia
  • Peppe Lucia
  • Alessandro Savoldi
  • Gianluca Sonatore
  • Pierugo Sorbo
  • Iacopo Torre
  • Alessandro Villari

Abbiamo inoltre ricevuto questa comunicazione:

I compagni di Progetto Comunista firmano a sostegno della richiesta della convocazione urgente dell’assemblea degli iscritti, ma non concordano sul contenuto del testo che accompagna tale richiesta.

  • Francesco Anfossi (CPF, Direttivo)
  • Laura Beretta (CPF, Direttivo)
  • Andrea Boggiani

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