Popoli di Palestina e Israele, in piedi!

Popoli di Palestina e Israele, in piedi!

L’azione compiuta da Israele nei giorni scorsi contro la Freedom Flotilla è stata la prova definitiva di quelle che sono le intenzioni di Netanyahu nei confronti del popolo palestinese: sfruttamento, colonialismo, disgregazione del sentimento di unità popolare… altrimenti come si può spiegare ciò che è accaduto?

Un gruppo di commando israeliani assaltano una nave del gruppo di imbarcazioni, appartenenti a varie ONG e dirette a Gaza cariche di aiuti umanitari per i palestinesi lì concentrati, uccidendo 9 pacifisti, dirottando la flottiglia verso un altro porto israeliano e sequestrando gli oltre 500 membri della spedizione. Il tutto nel più assordante silenzio da parte delle organizzazioni internazionali.

Se non si trattasse di Israele, ovvero del maggiore alleato degli Stati Uniti nella regione del medioriente, ci sarebbe da dire che l’ONU ha preso un abbaglio. E invece l’ONU è lucidissima, tanto che il massimo che è riuscito a fare è stato niente. Davanti ad un atto che senza troppi eufemismi potrebbe essere paragonato a quelli compiuti dai pirati somali, il Consiglio di Sicurezza, dopo una riunione durata tutta la notte, ha votato una risoluzione che condanna “gli atti sfociati nella perdita di vite umane” senza menzionare Israele.

La cosa non deve stupire. Negli ultimi sessant’anni, cioè da quando l’Organizzazione della Nazioni Unite esiste, altro non è stata che uno dei massimi centri del potere dell’imperialismo americano e della grande borghesia, che l’hanno utilizzato a loro piacimento nei momenti di bisogno, lasciandolo nel cassetto nei momenti più scomodi.

E nel cassetto c’è stato anche questa volta. C’è una differenza però rispetto al passato: questa volta gli israeliani l’hanno fatta “grossa” uccidendo dei pacifisti che trasportavano cibo, vestiti e medicine. Esclusi giornali patetici come il Giornale, organo ufficioso di Berlusconi che ha titolato con “Israele ha fatto bene a sparare”, l’opinione pubblica nel mondo ha dato un parere negativo ai fatti accaduti. È a questo punto necessaria una ondata di solidarietà ai popoli di quelle terre. Solidarietà al popolo palestinese perché possa trovare un’unità vera, capace di guidarla nella lotta, perché a quanto pare né Hamas, né Fatah sono in grado di farlo; ma solidarietà anche al popolo israeliano, nella speranza che riesca a comprendere le contraddizioni del suo governo e a cacciarlo via a pedate, perché ormai ha dimostrato quali sono le sole cose che è in grado di fare: uccidere e segregare.

 

Riccardo Scanarotti

coordinamento GC Pavia

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.