PRC e GC Vicenza: ora basta!!

Simbolo PRCRiceviamo e pubblichiamo un comunicato diramato dai massimi dirigenti provinciali di Rifondazione Comunista e dei Giovani Comunisti della Federazione di Vicenza. Ci sembra interessante per comprendere il clima che si vive in quella città e nel nostro Partito a pochi giorni di distanza dalla cruciale manifestazione di Vicenza contro il raddoppio della base militare. Ci auguriamo che le indicazioni di radicalità e di intransigenza provenienti dai comunisti vicentini vengano raccolte da tutto il Partito e più in generale da chiunque si consideri parte del movimento contro la guerra, un movimento che non può essere utilizzato in chiave elettorale e poi tradito in parlamento o al consiglio dei ministri.

Oggetto : comunicato stampa della segreteria provinciale del PRC di Vicenza e del coordinatore provinciale Giovani Comunisti in merito al sì di Prodi al progetto Dal Molin.

Apprendiamo in un modo a dir poco sconcertante che il presidente del consiglio Romano Prodi da Bucarest, e cioè da uno paese dove molti imprenditori vicentini hanno dislocato le loro imprese con conseguente perdita di migliaia di posti di lavoro in provincia e per i quali nessuno si è stracciato le vesti come invece si è fatto per i dipendenti della Ederle, ha dato il sostanziale via libera agli Americani alla costruzione di una delle più grandi basi USA dell’Europa.

Riteniamo che il compromesso raggiunto tra sinistra radicale e sinistra moderata ottenuto attraverso il programma dell’Unione e che ha permesso al Sig. Romano Prodi di diventare Presidente del Consiglio sia stato ancora una volta tradito.

Le politiche di pace per le quali il nuovo esecutivo si sarebbe dovuto impegnare sono state disattese dopo pochi giorni dal proprio insediamento attraverso il rifinanziamento delle truppe in Afghanistan. Delle politiche di contrasto della precarietà del mondo del lavoro e dell’emergenza sociale dei lavoratori e pensionati italiani non vi è alcuna traccia. Non passa giorno che autorevoli esponenti del centro sinistra “moderato? non perdano l’occasione per rilanciare l’idea di inalzare l’età pensionabile.

Con la decisione del Governo di concedere l’Area Dal Molin agli USA si è consumata l’ennesima frattura con coloro che in buona fede hanno votato l’Unione alle ultime elezioni e che pensavano, o meglio speravano, che qualcosa cambiasse tra il nuovo governo e quello precedente.

Apprendiamo che non è così e che la decisione presa, in spregio alla volontà della maggioranza della popolazione Vicentina, rappresenta la non volontà da parte di Prodi di far valere il sacrosanto diritto ad esercitare la sovranità del proprio territorio e la non volontà di rispettare quanto concordato tra la sinistra radicale e quelle moderata sul programma.

A questo punto chiediamo al segretario Nazionale, alla Segreteria Nazionale, ai capogruppo di Camera e Senato, e a tutti i deputati e senatori del PRC che in questo periodo si sono spesi per far prevalere le ragioni della pace alle ragioni delle politiche imperialiste di guerra degli USA, di aprire in parlamento e nel Governo una vera e propria crisi affinché il presidente del Consiglio riveda le proprie decisioni. Se, nonostante ciò, il governo dovesse ribadire il proprio SI’ al progetto DAL MOLIN chiediamo ai massimi vertici del PRC di togliere immediatamente il sostegno al governo Prodi.

Crediamo che questa sia l’unica risposta possibile da dare al vastissimo, variegato e trasversale movimento contro la guerra che si è sviluppato attorno a questa vicenda e naturalmente agli elettori ed agli iscritti del PRC della nostra federazione e non solo. La base DAL MOLIN, per la sua rilevanza strategica a livello europeo, non può e non dove interessare solamente il territorio Vicentino. Fanno sorridere per non piangere le dichiarazioni di Romano Prodi con le quali definisce il problema Dal Molin come un problema urbanistico. Gli USA non sono un’impresa edile, semmai sono un impresa di demolizione molto efficiente ( leggasi alla voce : bombardamenti intelligenti ). Si tratta di una scelta strategica di politica internazionale che se presa in un senso va nell’orientamento concordato nel programma e cioè verso la riduzione delle servitù militari e, se presa nell’altro, nel proseguimento del sostegno delle politiche di terrore globale avviate dagli USA in particolar modo dopo l’11 settembre 2001.

Infine, la segreteria della federazione di Vicenza informa i propri massimi dirigenti che, se il comportamento del PRC rispetto al Governo sulla vicenda Dal Molin dovesse essere difforme o peggio in contrasto con quanto sopra richiesto, sin da subito inviterà i segretari di circolo della provincia a trasformare le prossime conferenze di organizzazione previste per il mese di febbraio e marzo, in vere e proprie assemblee aperte ai COMITATI NO DAL MOLIN, al fine di stimolare il gruppo dirigente nazionale a non abbandonare per nessun motivo questa lotta.

Ezio Lovato, Gianmarco Anzolin, Urbano Boscoscuro , Piero Zalltron
(segreteria provinciale PRC Vicenza)

Gianni Turcato
(coordinatore provinciale Giovani Comunisti Vicenza)

One Response to “PRC e GC Vicenza: ora basta!!”

  1. L’italia è con quelli che il coraggio non lo esprimono in parole che comprano il voto loro ma con azioni pacifiste che regolano l’equilibrio della situazione ormai insostenibile.Si sà nella savana ci sono le formiche ma anche gli Elefanti.
    W la gioventù W la paura della gioventù.
    P.S.
    non si comprano i valori e il male che ci hanno afflito , la paura è questa questa è la caduta del governo di maggioranza e opposizione.
    Ora vado in chiesa ho una messa in vaticano , sono un vescovo del Papa.
    L’Anonimo.

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.