PRC Vigevano: l’acqua non si privatizza

COMUNICATO STAMPA

Una mozione per scongiurare il rischio di privatizzazione del servizio idrico in provincia di Pavia. Roberto Guarchi, capogruppo consiliare del Partito della Rifondazione Comunista a Vigevano, dopo aver lanciato alcune settimane fa un appello pubblico affinché i Comuni facessero sentire la loro voce in proposito, nei giorni scorsi ha depositato in municipio una mozione “per garantire la gestione diretta, unitaria, interamente pubblica e in piena autonomia delle risorse idriche da parte dei Comuni, delle loro Asm e delle Autorità d’ambito”.

Ogni Comune, secondo Guarchi, “deve far capire a Governo e Regione Lombardia che l’acqua è un bene non privatizzabile e una decisa presa di posizione dei singoli consigli comunali rappresenterebbe un’importante forma di pressione affinché Stato e Pirellone comprendano di non poter andare contro la volontà delle comunità locali”. Da qui la decisione di presentare la mozione, in cui si sottolinea che “nell’interesse prioritario dei cittadini è indispensabile garantire che la gestione delle risorse idriche e dei servizi a esse collegati sia realizzata dai Comuni, dalle loro Asm e dalle Autorità d’ambito in forma diretta, unitaria, interamente pubblica e in piena autonomia, ivi compresi gli investimenti, la manutenzione straordinaria di reti e impianti, l’erogazione, la manutenzione ordinaria e la bollettazione”. Guarchi chiede che la mozione, una volta approvata, venga inviata ai presidenti della giunta regionale e del consiglio regionale della Lombardia, al presidente del consiglio e ai presidenti di Camera e Senato, ai consiglieri regionali e ai Parlamentari eletti in provincia di Pavia. A questi soggetti istituzionali il documento presentato da Rifondazione Comunista sollecita “l’adozione di tutte le iniziative istituzionali e politiche opportune al fine di definire una specifica normativa in materia coerente con l’indicazione esposta nella mozione, nonché al fine di garantire l’acqua come bene comune e quindi non privatizzabile”.

Recentemente l’Ato, il consorzio di Comuni che opera a livello provinciale per la gestione della rete idrica, ha deciso di avviare le procedure per la privatizzazione del servizio sulla base della nuova legge regionale, pur affermando di non condividerla. “Ma se si vuole davvero che il servizio idrico sia gestito interamente dalla mano pubblica – sostiene Guarchi – occorre che ogni singolo Comune, magari proprio su proposta dell’Ato, si esprima in tal senso, e questo a prescindere dal fatto che la legge regionale è stata impugnata dal consiglio dei ministri”. Secondo l’esponente del Prc, “il problema vero è che il protocollo d’intesa sottoscritto da Ato e Regione impegna il consorzio a procedere verso la privatizzazione in cambio di quanto mai fumosi e futuribili contributi, che non si sa nè se nè quando verranno erogati”. Ma per il consigliere del Prc questa è una strada sbagliata: “non è possibile – afferma infatti Guarchi – che si possa anche solo pensare di “svendere” in cambio di denaro un indirizzo politico che ha come obiettivo la tutela dell’acqua come bene pubblico non privatizzabile”.

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