Pronta risposta antifascista

Irina Bezzi, coordinatrice provinciale GC, al presidio antifascista

La risposta all’aggressione dei fascisti di Forza Nuova dell’altra notte non s’è fatta attendere.

Così come l’anno scorso, in occasione dell’inaugurazione della sede fascista alla presenza del segretario Fiore, solo grazie al passaparola e alle email ci trovammo nell’arco di due giorni in diverse centinaia di persone a manifestare la nostra radicale opposizione, giovedì, ancora una volta, si è dimostrata alla città la presenza reale degli antifascisti pavesi.Più di 250 persone si sono trovate al presidio convocato davanti al CSA Barattolo, per le sei del pomeriggio. C’eravamo noi GC, Rifondazione, il PdCI, il PCL, i Corsari e decine e decine di studenti medi ed universitari e di cittadini solidali. La presenza di un fitto cordone di polizia – impenetrabile e puntale, diversamente dalla notte dell’aggressione – in tenuta antisommossa, ci ha impedito di spostare il nostro presidio proprio davanti al covo fascista, fatto che naturalmente avrebbe avuto una valenza solo simbolica, anche se importante. Fino alle 20 si sono susseguiti interventi di diversi militanti della sinistra pavese. In tutti gli interventi è stato denunciato innanzitutto il comportamento scandaloso delle forze dell’ordine e della Questura (i feriti sono stati trattenuti, la notte fra il 15 e il 16 ottobre, nelle stanze della Questura fino alle 9.40 del mattino, è stato impedito loro di sporgere denuncia e, a uno di essi, di recarsi al Policlinico per farsi medicare. Inoltre, segnaliamo con orrore un fatto inquietante: un calendario di Mussolini troneggiava negli uffici della Digos). E’ emerso, attraverso le parole di molti, che l’aggressione dell’altra notte non ha in alcun modo posto un freno alle lotte e alle iniziative che abbiamo in campo in questo autunno così caldo, come non se ne vedevano da anni. La nostra principale risposta, la migliore e senza dubbio la più efficace, sta proprio nella partecipazione all’assemblea d’Ateneo di lunedì 20 che speriamo possa terminare con l’occupazione dell’Università, sta nella partecipazione di massa che ci ha portato a Roma sabato scorso, 11 ottobre, sta nella ripresa dei conflitti nei posti di studio e di lavoro e senza dubbio, anche nelle mobilitazioni antirazziste ed antifasciste che crescono e s’intensificano tanto più s’intensifica la consapevolezza dei lavoratori, degli immigrati, degli studenti.E’ stata ribadita la nostra totale e radicale opposizione all’esistenza di questa sede di razzisti servi del capitale e la nostra volontà di continuare a lottare e a portare avanti la campagna per la chiusura immediata della sede. Chiusura immediata significa una cosa sola e ben precisa, per questo ancora una volta ribadiamo la nostra contrarietà alla proposta di spostamento della sede in qualsiasi quartiere di Pavia.Un fragoroso applauso è scoppiato alla notizia, arrivata in diretta nella serata, della revoca della marcetta squadrista che Forza Nuova aveva organizzato per ieri sera a Fossarmato, località di Pavia dove risiede una parte della comunità rom che fino all’agosto scorso si trovava all’area ex-SNIA.

Adesso è indispensabile mantenere alta la guardia, per evitare che i fascisti possano ancora nuocere. Proporremo per questo motivo che si riunisca al più presto un’assemblea dell’Osservatorio Antifascista, che organizzi ulteriori mobilitazioni per mostrare che a Pavia non c’è posto per Forza Nuova.

Irina Bezzi, Coordinatrice GC Pavia

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