Raid fascista alla festa del PRC di Canneto Pavese

Ripubblichiamo quanto apparso su la Provincia Pavese del 9 agosto scorso. Questa aggressione non può essere minimizzata, si tratta di un vero atto di squadrismo. Non si dica anche questa volta che non c’è matrice politica e si tratta solo di qualche balordo! 4 fascisti si sono presentati alla festa di Rifondazione Comunista, hanno attaccato un compagno (peraltro, disabile… i soliti vigliacchi) e hanno distribuito volantini fascisti che costituiscono appunto la rivendicazione politica del gesto. Il fatto che i volantini rivelino un’ignoranza abissale, come ha fatto notare l’ANPI, non può essere motivo di minor preoccupazione.

CANNETO PAVESE. Quattro giovani che si atteggiavano a estremisti di destra o naziskin (con tanto di anfibi, abiti neri, svastiche e fasci littori sulle magliette) l’altra sera hanno compiuto un raid contro la «Festa di Liberazione», la kermesse di Rifondazione comunista in corso a Canneto Pavese da venerdì a questa sera. Si è trattato di un’azione improvvisata da lasciare più costernati che indignati i militanti di Rifondazione presenti sul posto. Dopo il blitz, i presunti ultrà di destra hanno fatto un volantinaggio a tappeto sulle auto di chi stava partecipando alla festa. L’episodio non è stato comunque preso sotto gamba dalle autorità: venerdì sera sul posto sono intervenuti in forze i carabinieri della compagnia di Stradella e da ieri mattina sta indagando anche la Digos della questura di Pavia. I quattro responsabili dell’«improvvisata nera» avranno presto notizie da parte delle forze dell’ordine. Per prevenire altri episodi spiacevoli i militanti di Rifondazione di tutta la provincia di Pavia si stanno comunque alternando con presidi di vigilanza in supporto ai compagni della sezione di Stradella.
Sono le 21.30 di venerdì. La Festa di Liberazione ha appena aperto i battenti, con gli stand gastronomici e la musica. La sede, come altre volte in passato, è quella del parco comunale di Canneto Pavese: una struttura attrezzata con cucina, tavoli all’aperto e al coperto, palco per l’orchestra e pista da ballo. Quattro ragazzi tra i 20 e i 25 anni, due più giovani e due più anziani, si presentano alla festa. Sono vestiti completamente di nero, con gli anfibi; sulle magliette hanno spille e distintivi inneggianti o comunque ispirati all’estrema destra. Gli organizzatori della festa li notano subito, ma decidono di ignorarli per una serie di motivi: i quattro sembrano piuttosto tranquilli, svastiche a parte; la festa è molto affollata (in quel momento ci sono almeno cinque o seicento persone) e loro hanno da fare per accontentare tutti. Ci sono anziani, molte famiglie con bambini: per non mettere a rischio l’incolumità di nessuno a causa di quella che a tutti gli effetti appare come una provocazione, i militanti di Rifondazione decidono di abbozzare e fare finta di nulla.
La serata scorre quindi tranquilla. I quattro vanno al bar, bevono le loro consumazioni, pagano, parlano tra loro a lungo. Poco dopo le 23 il quartetto si avvia verso l’uscita e scatta la follia. Uno dei quattro passando vicino al tavolo in cui si raccolgono le offerte, gli dà un violento calcio e lo rovescia. La cassetta con i soldi rotola lontano. L’anziano militante che sta alla cassa viene preso per i vestiti e spintonato violentemente fino a farlo cadere: per fortuna non riporta alcuna conseguenza, a parte lo spavento. Uscendo i quattro strappano e gettano a terra un paio di bandiere di Rifondazione. Nessuno li segue, tutti si occupano del militante sotto shock. Ma qualcuno chiama i carabinieri. Mentre la radiomobile accorre sul posto, i 4 mettono decine di volantini sotto i tergicristalli delle auto. Il messaggio, non firmato da alcuna sigla, è delirante e a tratti sgrammaticato. «Compagni partigiani d’Italia – c’è scritto – non meritate alcuna gloria nè alcun onore. L’8 settembre del 1943 in Italia si è verificato il più grande disonore che un paese possa conoscere, il tradimento. Voi badogliani senza vergogna e giustizzia (con due zeta) da quel momento in poi avete eseguito con una vigliaccheria incredibile omicidi e rappresaglie proseguite ben oltre il 25 aprile 1945. Le vostre vittime furono solo cittadi colpevoli di fedeltà verso il proprio paese, voi l’avete chiamata guerra di liberazione. Una guerra capace solo di consegnare un paese padrone di sè in mano statunitense. Ancora oggi avete il coraggio di festeggiare tutto questo. Vergogna». Nessuno ha mai visto prima nella zona quei quattro giovani. Evidentemente il quartetto non sa neppure che da qualche mese l’intero territorio comunale di Canneto è video-sorvegliato. Ci sono quattro telecamere posizionate in zone strategiche, tra cui gli accessi al parco. Ieri la Digos di Pavia ha acquisito le registrazioni. Ieri mattina Alvaro Albanesi consigliere comunale di Stradella e responsabile della sezione di Stradella di Rifondazione, si è recato dai carabinieri per presentare una denuncia.

(Paolo Fizzaroti, con la collaborazione di Pierangela Ravizza)

One Response to “Raid fascista alla festa del PRC di Canneto Pavese”

  1. ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA

    Voghera, 9 agosto 2009
    COMUNICATO STAMPA

    Il Coordinamento territoriale A.N.P.I. dell’Oltrepo Pavese esprime la propria solidarietà al Circolo di Rifondazione Comunista “Domenico Mezzadra” per la provocazione neofascista subita lo scorso venerdì 7 agosto all’interno degli spazi della Festa di Liberazione a Canneto Pavese. Il nostro pensiero e il nostro affetto sono anzitutto rivolti al compagno che è stato bersaglio dell’aggressione: quattro giovinastri che malmenano e fanno cadere a terra una persona non più giovane e disabile rievocano il ricordo di quello squadrismo della prima ora che tante violenze e sopraffazioni ha causato anche nelle valli del nostro Oltrepo e in tutta la Provincia pavese. Aggredire in quattro una persona anziana: questa azione chiarisce bene di quale genere di onore e di eroismo “da branco” siano portatori figuri di tal genere, oggi come allora, negli anni bui della dittatura fascista! Occorre davvero plaudere al senso di responsabilità degli organizzatori della Festa di Liberazione di Canneto per aver contenuto ogni reazione che avrebbe potuto turbare ancora di più l’andamento della serata e compromettere l’iniziativa anche nei giorni successivi. Confidiamo in un rapido esito delle indagini delle Forze dell’Ordine e in una conclusione giudiziaria che sanzioni con ragionevole durezza questa tipologia di azioni ricorrenti che non devono e non possono più essere derubricate a ragazzate commesse da quattro scavezzacollo, magari un po’ più sbronzi del solito. Come ben sanno gli inquirenti – e tutti quei cittadini che non hanno alcuna intenzione di far finta di non vedere – dietro a questi ragazzotti ci sono organizzazioni, siti internet, apparati e luoghi di militanza e ritrovo di quella “destra radicale” che in questi anni è stata al centro di gravi episodi di violenza, talvolta anche con esiti estremi e luttuosi. Dunque, visto che ci sono inequivocabili norme di legge in materia e finanche una precisa disposizione della Costituzione, si provveda a tutelare la sicurezza dei cittadini e a far rispettare i fondamentali principi di convivenza civile e democratica posti alla base della Repubblica Italiana. Il blitz dell’altra sera a Canneto Pavese si è concluso con il lancio di volantini contro la Resistenza che, secondo quanto riportato dalla stampa locale, rivelerebbero anche una sommaria conoscenza da parte degli autori di alcune basilari nozioni ortografiche. Un elemento che può strappare un sorriso ironico, ma che è anche motivo di preoccupazioni aggiuntive.

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