Rifondazione Comunista celebra la Giornata della Memoria 2009

Rifondazione Comunista celebra la Giornata della Memoria 2009

Il 27 Gennaio è la Giornata della Memoria, che ricorda la liberazione, da parte dell’esercito dell’Unione Sovietica, dei deportati nel campo di sterminio nazista ad Auschwitz. In questa giornata si ricordano in particolare i 6 milioni di ebrei uccisi nella Shoah, come anche gli altri milioni di vittime della barbarie nazifascista nei lager tedeschi e italiani: comunisti, socialisti, slavi, rom, sinti, handicappati, omosessuali, minoranze religiose ecc. Questa miriade di innocenti, spesso imprigionati insieme a tutta la famiglia, inclusi anziani e bambini, era classificata e smistata selezionando chi poteva essere sfruttato nel lavoro forzato (molti anche presso fabbriche private che non si facevano problemi ad utilizzare schiavi), mentre i più deboli o i troppo giovani venivano direttamente assassinati senza pietà. I sopravvissuti erano comunque decimati dalle malattie, dalla fame e dalle continue violenze delle SS e dei loro alleati. Ricordare e comprendere le circostanze in cui si sono prodotti questi eventi terribili, dove si è cancellata ogni ombra di dignità umana, è per noi un dovere ineludibile non solo per onorare il sacrificio delle vittime della persecuzione nazifascista, ma anche perché senza farla finita col fascismo, col razzismo, con le guerre imperialiste e con lo sfruttamento, l’umanità non può avere futuro.

In Italia è in atto un tentativo di annacquare la memoria di questi delitti mostruosi e specialmente di nascondere le responsabilità del fascismo italiano nella persecuzione degli ebrei. Le leggi razziali approvate nel 1938 da Mussolini e dal re esclusero gli ebrei dalla vita pubblica creando un regime di segregazione e discriminazione, mentre ai bambini venivano insegnate le teorie razziste a scuola. A corollario delle imprese coloniali fasciste in Africa e nei Balcani vennero diffuse teorie razziste contro i neri e gli slavi, che vengono oggi rispolverate per essere usate contro gli immigrati. Dal 1940 al 1945 furono istituiti numerosi lager italiani, come nel ’43 la Risiera di S. Sabba a Trieste. La Repubblica Sociale di Mussolini, infine, si dedicò nel periodo 1943-’45 a massicci rastrellamenti di ebrei per conto di Hitler.

Le forze politiche di destra oggi al potere, in parte eredi diretti del fascismo, hanno presentato un disegno di legge per consegnare ai soldati che hanno fatto parte delle truppe fasciste della RSI l’Ordine del Tricolore, una medaglia a cui è associata una pensione. La destra vuole che lo Stato dia un premio (coi nostri soldi, per giunta!) agli ex rastrellatori di ebrei, ai torturatori di partigiani, a chi organizzava stragi e reprimeva gli operai insieme alle SS! Se una proposta del genere passasse, saremmo l’unico Paese al mondo dove aver combattuto con Hitler è considerato un merito.

Al tempo stesso, l’atteggiamento di questa destra e dello stesso Partito Democratico verso quelle che sono oggi le minoranze etniche più discriminate in Italia, è improntato al più becero razzismo. Abbiamo visto nella nostra città la cacciata dei rom della ex SNIA e le manifestazioni razziste organizzate da gruppetti neofascisti come Forza Nuova, ma fatti anche più gravi sono avvenuti in altre parti del Paese. Per esempio, la proposta di classi differenziate per i figli degli immigrati, da tenere separati dagli “italiani purosangue”, ricorda spaventosamente le politiche di segregazione attuate contro gli ebrei dal regime fascista. Oggi come allora, per le classi dominanti indicare un capro espiatorio è strumentale a dividere i lavoratori e a fare gli interessi dei potenti.

Eppure, le stesse forze che dimostrano concretamente ogni giorno la loro continuità con il razzismo fascista, vogliono oggi presentarsi come “amici degli ebrei” strumentalizzando in modo vergognoso il loro appoggio alla politica guerrafondaia del governo israeliano. La lotta contro l’antisemitismo e ogni forma di razzismo viene messa in secondo piano, e si propone l’equazione aberrante fra la politica dello Stato d’Israele e gli ebrei: per esempio, chiunque si opponga alla strage compiuta dall’esercito israeliano a Gaza e all’oppressione dei palestinesi è automaticamente etichettato come “antisemita”.

Da parte nostra rifiutiamo radicalmente questa ipocrisia. Il diritto, ovvio per noi comunisti, degli ebrei d’Israele a non essere cacciati dal proprio Paese né ad essere colpiti da azioni terroristiche contro i civili, non può certo essere strumentalizzato (e messo in realtà in pericolo!) da chi vuole negare lo stesso diritto al popolo palestinese. Rifiutiamo la logica dello scontro di religione e di etnia, alimentata dall’establishment guerrafondaio di Israele così come dai gruppi fondamentalisti islamici. Rifiutiamo il razzismo in ogni sua forma. Siamo al fianco di chiunque resista in ogni ghetto del mondo, come gli ebrei di Varsavia sollevatisi contro i nazisti nel 1943.

Circolo PRC di Pavia
Giovani Comunisti Pavia

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