Ritirare le truppe italiane dall’Iraq!

I Giovani Comunisti di Pavia danno la propria adesione alla manifestazione studentesca promossa dal collettivo CoRSARi per sabato 22 novembre che chiede il ritiro delle truppe italiane dall’Iraq e la fine dell’occupazione (un’occupazione che, dice il volantino di convocazione del corteo, non diventa giusta se la fa l’ONU). La manifestazione avverrà in contemporanea con analoghe mobilitazioni in tutte le città italiane. Il concentramento è alle ore 9 in piazza della Stazione.
I drammatici eventi di Nassirya rivelano una semplice verità: l’Italia è in guerra, complice dell’imperialismo statunitense, contro il popolo iracheno. L’occupazione militare ha lo scopo di appropriarsi del petrolio e delle altre risorse dell’Iraq e per ribadire con la forza delle armi il predominio imperialista (e in particolare quello dell’alleanza angloamericana) sul mondo. Forse l’attacco ai carabinieri a Nassirya porta davvero il marchio di Al Qaeda, ma numerose altre volte è stata la stessa popolazione irachena a lottare contro gli invasori americani e contro i loro alleati!
La resistenza irachena non è fatta solo dai nostalgici di Saddam Hussein o dai seguaci del fantomatico Osama Bin Laden, ma anche da gruppi progressisti, di sinistra e comunisti, e gode dell’appoggio della maggioranza della popolazione dell’Iraq, come si è visto nelle numerosi manifestazioni di protesta contro l’occupazione. Quando vengono abbattuti gli elicotteri americani, la gente comune in Iraq festeggia per le strade! Questo è quello che pensa il popolo iracheno dei propri presunti “liberatori”. Noi siamo con quella gente e con gli stessi soldati degli eserciti invasori che ogni giorno con più forza chiedono, insieme alle loro famiglie, di tornare a casa al più presto.
Quanto purtroppo è avvenuto a Nassirya non è “l’11 settembre italiano?, è il tragico risultato della partecipazione dell’Italia all’occupazione militare dell’Iraq. Il primo colpevole di quelle morti è il governo italiano, che oggi se ne ammanta ipocritamente come copertura della propria politica imperialista. Intanto, annunciando (con la gravissima complicità di molti dirigenti dell’opposizione) la prosecuzione dell’occupazione militare, lo stesso esecutivo che oggi versa lacrime di coccodrillo prepara le condizioni perché si verifichino altre stragi di italiani e di iracheni.
Egrave; invece evidente che l’unica soluzione è il ritorno immediato a casa di tutte le truppe d’occupazione presenti in Iraq, le dimissioni del governo-fantoccio, il ritiro delle leggi di svendita dell’industria nazionale irachena alle multinazionali straniere varate dall’amministrazione occupante a stelle e strisce.

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