Senatore del PRC chiede le dimissioni del questore di Pavia

Come Rifondazione Comunista aveva dichiarato di avere intenzione di fare se il questore di Pavia Gianni Calesini avesse perseverato col suo comportamento “tiepido” nei confronti dei gruppi neonazisti in città, abbiamo attivato il nostro senatore Luigi Malabarba affinché chiedesse conto al ministro degli Interni Pisanu del grave comportamento della questura pavese. Riportiamo qui il testo dell’interpellanza parlamentare arrivatoci via fax.

SENATO DELLA REPUBBLICA

Interrogazione a risposta scritta
al Ministro degli Interni

Premesso che:

  • da tempo nella provincia di Pavia, e in particolare nel capoluogo, sono in atto una serie di provocazioni innescate da elementi nazifascisti che fanno capo a Forza Nuova e al Fronte Veneto Skinheads;
  • si sono verificati episodi gravi, quali pestaggi e aggressioni contro giovani di sinistra; sono stati esibiti in più occasioni simboli nazifascisti e messe in atto provocazioni contro le celebrazioni del 25 Aprile;
  • il fatto più eclatante è avvenuto il 28 marzo 2003: in quella occasioni era in corso un dibattito al centro sociale autogestito il Barattolo di Pavia con la presenza di esponenti di partiti ed associazioni. Un gruppo di nazisti faceva esplodere una bomba carta e tentava un assalto alla sede del centro sociale. Gli aggressori venivano fermati ai cancelli dai militanti di sinistra, poi si scontravano con i quattro agenti di polizia presenti sul posto;
  • in quell’occasione, inoltre, veniva bloccata dagli esponenti nazifascisti l’auto di Mauro Vanetti, coordinatore dei Giovani Comunisti. I nazifascisti danneggiavano l’automobile e picchiavano una passeggera dell’auto;
  • a seguito degli episodi sopra esposti la magistratura ha condannato (in prima istanza con una sentenza del Tribunale di Pavia il 12 maggio 2004) il gruppo di nazifascisti con un anno ed un anno e mezzo di reclusione. La seconda istanza del processo proseguirà il 4 novembre prossimo;
  • in occasione del processo del 12 maggio 2004 le forze democratiche ed antifasciste avevano chiesto di poter effettuare un presidio nella piazza del Tribunale. Il questore di Pavia vietò lo svolgimento del presidio democratico di fronte al tribunale (spostandolo lontano) e poi, cosa gravissima, concesse la piazza del Tribunale ai nazifascisti;
  • di fronte alle proteste di un vasto arco di forze democratiche, dei sindacati, del Presidente del Comitato Unitario Antifascista, del Sindaco di Pavia, che chiedevano che fosse vietata la manifestazione nazifascista, il questore si giustificava adducendo la motivazione di una presunta “questione di precedenza” e sosteneva il fatto di non aver a sua disposizione degli strumenti giuridici per impedire il presidio nazifascista. Per la mattina del 12 maggio in piazza del Tribunale veniva predisposta una sorta di “linea rossa” con la presenza di un vasto schieramento di polizia in assetto antisommossa.

Si interroga il Ministro per sapere:

  • se non ritenga che l’atteggiamento del questore di Pavia favorisca oggettivamente l’azione dei gruppi nazifascisti;
  • quali provvedimenti intenda intraprendere per reprimere l’attività dei gruppi nazifascisti in provincia di Pavia;
  • se non valuti di intervenire sulle autorità locali di polizia per disporre uan stretta applicazione della legge Mancino e in particolare su ciò che prescrive per lo scioglimento dei gruppi che si ispirano al razzismo, al fascismo, al nazismo;
  • se non valuti che il questore di Pavia abbia violato i principi antifascisti della Carta Costituzionale e che vi siano tutti gli elementi per rimuoverlo dall’attuale incarico.

Roma 26-5-2004

Sen. Luigi Malabarba

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