Sgombero iniziato alla ex SNIA

I due sceriffi: Ettore Filippi Filippi e Piera CapitelliCome previsto, hanno scelto la metà di agosto, quando i pavesi sono via, la politica sonnecchia e si possono fare le cose senza troppa attenzione da parte dell’opinione pubblica. Il sindaco-sceriffo Piera Capitelli e l’eminenza grigia Ettore Filippi Filippi (ex poliziotto e losco politico trasformista, vicesindaco da sempre utilizzato come “testa d’ariete” per tutte le operazioni più spregiudicate che vengono concepite a Palazzo Mezzabarba), con l’aiuto naturalmente dell’assessore democristiano ai Disservizi Asociali Francesco Brendolise, hanno iniziato lo sgombero delle famiglie povere che occupa(va)no i capannoni abbandonati della ex SNIA.

Poche ore prima dell’inizio delle operazioni militari-speculative ai loro danni (e a tutto vantaggio dei progetti immobiliari del miliardario Zunino, da sempre grande “amico” dei DS), i rom della SNIA hanno inscenato una manifestazione in piazza del Municipio chiedendo di essere incontrati dalle autorità comunali. Le risposte del sindaco e del suo assessore-sbirro, riportate da la Provincia Pavese, lasciano esterrefatti: “Qui per voi non c’è posto, non so dove potete andare ma non a Pavia”, “E non pensate di costruirvi delle baracche da qualche altra parte: ogni giorno verremo e ve le distruggeremo”.

I fascisti di Forza Nuova potrebbero prendere la tessera del Partito Democratico di Pavia!

Questo è il commento di Irene Campari, consigliera comunale e vicepresidente del Circolo Pasolini:

Oggi pomeriggio alle 15.00 un gruppo di Rom della ex Snia si sono recati spontaneamente al Comune per chiedere un colloquio con il Sindaco per poter affrontare la situazione che si andrebbe a creare con l’annunciato sgombero di domani. Prima di loro sono arrivate le forze dell’ordine, chiamate dall’interno del Mezzabarba, le quali hanno solo potuto constatare le intenzioni assolutamente democratiche e civili (e legittime, aggiungo) di quel piccolo corteo. Le porte del Palazzo erano state sprangate. Solo il vicesindaco era fuori dal portone.

Ero stata avvertita telefonicamente dell’iniziativa da una persona che vive alla Snia, la quale mi ha chiesto se potevo essere lì, e aiutarli a chiedere udienza.

Sono arrivati al Comune una cinquantina di persone, soprattutto donne e molti bambini; pacificamente hanno chiesto, e ottenuto, che tre di loro fossero ricevuti dal Sindaco. I bambini intanto si sono messi a giocare a palla sul piazzale.

Il colloquio è durato circa un’ora. Al termine, c’era molto sconforto tra la delegazione e tra il gruppo di cittadini Rom. Il Sindaco ha infatti confermato la sgombero (ma non vuole che si chiami in questo modo) per domani mattina, e quel che è più importante, ha anche confermato che nessun altra sistemazione sarà trovata per loro. Il vicesindaco, uscito sul piazzale alla fine del colloquio, ha detto loro che “non possono scegliere, come pare a loro, una città dalla quale farsi mantenere”.

Verso le 16.45, i cittadini Rom sono tornati alla Snia; alcuni sono stati visitati dal prof. Barbarini. Molti versano in precarie condizioni di salute. Dove andranno a mangiare domani? dove a lavarsi? dove a dormire?

Irene Campari

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