Si apre il processo-bis ai neonazisti pavesi

Corteo antifascista del 4 novembre 2004

Si è aperto giovedì 4 novembre il processo che vede schierato Mauro Vanetti (coordinatore dei Giovani Comunisti di Pavia) contro i 4 pregiudicati neonazisti Luca Battista (Forza Nuova), Marco Rossella (Veneto Fronte Skinheads), Luca Oriani e Mauro Santagostino. I capi di imputazione per i 4 fascisti sono quelle di danneggiamento aggravato e violenza privata per l’assalto all’auto di Vanetti avvenuto il 28 marzo 2003, coda del violento assedio fascista al Centro Sociale Barattolo per cui i quattro e altri sette loro complici sono già stati condannati il 12 maggio scorso.La mattina di giovedì noi antifascisti ci siamo ritrovati in piazza Vittoria per un breve corteo contro il militarismo e il becero nazionalismo tricolore dei festeggiamenti ufficiali del 4 novembre. In un comizio improvvisato abbiamo spiegato la nostra contrarietà all’orgia di propaganda “patriottica” che sta invadendo le nostre vite, citando per esempio le recenti scandalose dichiarazioni del presidente della repubblica Ciampi, secondo il quale l’Italia deve preoccuparsi di “non scendere sotto gli standard internazionali” nelle sue spese militari!! Secondo noi le vere preoccupazioni dell’Italia dovrebbero essere altre, come il suo elevato tasso di disoccupazione, le sue scuole fatiscenti, il carovita galoppante, la Sanità pubblica che fa schifo… non certo sciupare altri soldi e altre vite in una guerra del petrolio che ormai non vuole più nessuno.
Il corteo, con la partecipazione di decine di studenti da tutte le scuole nonostante proprio il giorno precedente si fosse verificata la tradizionale liberatio degli studenti ad opera dei goliardi universitari, ha marciato dietro l’ormai mitico striscione “RESISTENZA!” fino a piazza del Tribunale scandendo slogan antifascisti. Qualcuno si ricorderà che il 12 maggio scorso, avendo i fascisti chiesto il permesso di fare un loro presidio di fronte al Tribunale durante il processo (presenze: 3 assonnati forzanovisti), è stato proibita la nostra manifestazione e addirittura si è creato un cordone poliziesco attorno a mezzo centro storico, con gravi disagi per i cittadini, per impedirci anche fisicamente di avvicinarci al Palazzo di Giustizia. Solo una piccola delegazione (10 persone) è stata autorizzata ad accompagnare Vanetti fino al tribunale. Caso strano, questa volta fino a pochi minuti prima del nostro arrivo un gruppo di 20 fascisti in camicia nera realizzava un presidio non autorizzata in piazza del Tribunale!! Di fronte alle nostre proteste per la palese incoerenza col comportamento passato delle forze dell’ordine nei nostri confronti, i 20 estremisti sono stati cortesemente invitati a ritirarsi all’interno del palazzo. All’esterno è rimasto un loro pittoresco sostenitore, col “Corriere della Sera” sotto il braccio, sventolando un enorme tricolore, che ha rallegrato gli animi dei compagni rimasti a presidiare la piazza.

Sul piano giudiziario, sono stati finora sentite solamente le testimonianze di poliziotti e agenti DIGOS, che hanno raccontato al giudice ancora una volta come si sono svolti i fatti: Vanetti è arrivato in macchina, si è fermato, ha suonato il clacson per far spostare i fascisti che ingombravano l’ingresso del centro sociale; a questo punto i naziskin si sono lanciati contro il veicolo, attaccandolo con calci e pugni; il compagno ha dapprima messo la retromarcia, poi essendo inseguito ha inserito la prima e si è allontanato zigzagando tra gli aggressori (e senza ferirne nessuno). I vetri posteriori dell’auto sono stati sfondati a calci da Rossella e altri, e uno dei fascisti (che poi si è dissociato dal gruppo sostanzialmente confessando le sue colpe e confermando ancora una volta la versione di Vanetti) ha cercato di estrarre dal finestrino rotto una compagna seduta dietro, ferendola al collo.

La vicenda processuale (che come antifascisti attivi abbiamo sempre cercato di trasformare in una vicenda anche politica portandola all’attenzione e alla vigilanza militante dei giovani, dei lavoratori e del “popolo di sinistra” pavese) appare a questo punto destinata a concludersi positivamente per il fronte antifascista pavese, che da tempo sta opponendosi ai rigurgiti fascisti in provincia. Come Giovani Comunisti ci siamo messi in prima linea in questa battaglia – e lì resteremo.


PS: Anche questa volta, Alleanza Nazionale ha voluto esprimere la sua solidarietà ai neonazisti pavesi. Anche questa volta, avendo vergogna della propria vicinanza ai picchiatori naziskin, lo fa in maniera obliqua, criticando cioè l’“ipocrisia comunista” in un manifesto con questo titolo appeso in una decina di copie in giro per la città. Il poster, firmato da Azione Giovani (la sezione giovanile di AN), merita di essere commentato perchè oltre ad esprimere concretamente la pochezza intellettuale dei militanti pavesi di AG giustifica ulteriormente la nostra posizione contro i festeggiamenti ufficiali del 4 novembre.
Senza osare dichiararsi a favore della guerra in Iraq, sapendo quanto sia scarso tra i giovani l’appoggio per questa avventura colonialista, AG chiede solidarietà verso i soldati italiani che non fanno altro che compiere il proprio dovere. Risponderemo con il motto che fu dei militanti USA contro la guerra in Viet Nam: Sosteniamo i nostri ragazzi: riportiamoli a casa!!
Il proclama prosegue con una filippica molto volgare e squallida contro Simona Pari e Simona Torretta, “che hanno anche il coraggio di ringraziare i loro sequestratori appena poggiano il loro culo no-global sul tanto schifoso suolo italiano [enfasi nell’originale]. Qui veniamo a sapere che lo Stato italiano avrebbe sborsato “4 milioni di euro” per il riscatto delle due Simone. A parte che ci sembrano i soldi meglio spesi da Berlusconi in Iraq finora, se consideriamo che sono quelli spesi in due giorni di occupazione delle truppe italiane a Nassirya… la domanda però è un’altra: ma Berlusconi (come il suo vice Fini, segretario di AN) non ha detto che non è stata pagata una lira per liberare le due pacifiste?? AN di Pavia ha informazioni più precise del governo (di centrodestra) su questa questione?? se è così, ci aspettiamo perlomeno una conferenza stampa con alcune scottanti rivelazioni sulla liberazione delle Simone; viceversa, i giovani fascistoidi di AG farebbero bene a tacere evitando figure barbine al governo da loro sostenuto.
Per il resto, il manifesto si limita a veicolare, con un linguaggio piuttosto confuso ed involuto, questo “originalissimo” messaggio: il comunismo ha fatto milioni di morti (viene riportato un ampio e fantasioso bilancio, che supera anche quello del Libro Nero del comunismo), quindi i comunisti non hanno diritto di parola e devono andarsene tutti a Cuba (sic!)…
Non ci resta che augurare agli stesori di questo grossolana “risposta” al nostro volantino perlomeno di imparare a scrivere quattro righe originali all’anno, invece di ripetere sempre la stessa solfa. Tra l’altro, gradiremmo sapere se l’Università di Pavia abbia mai autorizzato il movimento giovanile del partito politico Alleanza Nazionale, partito che a Pavia ha due circoli con l’attrezzatura necessaria a produrre manifesti e volantini, ad utilizzare i suoi locali e i suoi macchinari, pagati coi soldi delle famiglie degli studenti di Pavia, per questo genere di iniziative del tutto non pertinenti al mondo universitario. Ce lo chiediamo, e presto lo chiederemo anche al Consiglio di Amministrazione dell’Ateneo, perché sui manifesti è scritto che sono stati ciclostilati “in proprio” (cioè coi nostri soldi) presso via Defendente Sacchi 10, un locale di proprietà dell’Università di Pavia.

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