Siam bolscevichi

Lenin e TrotskijOggi, 7 novembre 2007, è il 90° anniversario della Rivoluzione d’Ottobre.

Il pionieristico tentativo bolscevico di costruire una società socialista innescando la rivoluzione europea è l’evento più significativo della storia del movimento operaio mondiale. Il nostro impegno politico vede in quegli avvenimenti straordinari, che hanno gettato le masse sul palcoscenico della storia, un punto di riferimento insostituibile. Lunedì scorso, al nostro attivo degli iscritti, abbiamo deciso di organizzare una discussione pubblica di approfondimento sul significato della lotta eroica e calunniatissima dei bolscevichi russi, che si terrà il 1° dicembre (seguiranno dettagli). Vogliamo capirci di più e vogliamo rivendicare pienamente l’eredità dell’Ottobre, che non può essere confusa con la successiva degenerazione burocratica che ne tradì gli ideali.

Il nostro bolscevismo non è rituale o sentimentale. Tutta la partecipata discussione di lunedì, anche e soprattutto quando si è parlato di attualità, ha dimostrato l’insostituibilità delle idee marxiste, delle idee del partito di Lenin, nel XXI secolo.

Quale soluzione ci può essere, se non l’internazionalismo, alle sfide culturali e politiche poste dall’immigrazione di milioni di nuovi proletari nel nostro Paese e in tutta l’Europa occidentale? La recente mostruosa campagna razzista inscenata in Italia dal governo, dalla destra, dalla stampa e dalle televisioni contro gli immigrati, è stata un argomento centrale del dibattito di lunedì e dimostra ancora una volta l’incompatibilità profonda tra il nostro progetto di trasformazione sociale e il carattere borghese del neonato Partito Democratico. Abbiamo deciso di riaffrontare il tema del razzismo con una discussione più approfondita, cercando di capire esattamente quali rivendicazioni i comunisti debbano proporre ai lavoratori italiani e “d’importazione” come anche agli studenti di scuole ed università (verso i quali vogliamo promuovere una campagna d’informazione per contrastare le menzogne sparse a piene mani su questi temi).

Da che parte, se non dalla parte dei lavoratori, dobbiamo schierarci se vogliamo un futuro degno? Abbiamo discusso del caso delle lavoratrici e dei lavoratori GS-Carrefour di Pavia, che in questo momento, per l’avidità della multinazionale francese, rischiano oltre al posto di lavoro anche le conquiste sindacali ottenute nelle lotte passate. Noi non vogliamo che il nuovo centro commerciale Carrefour diventi un ennesimo luogo di supersfruttamento e precariato! Per questo abbiamo deciso di dare tutto il nostro sostegno alle iniziative che Rifondazione Comunista vorrà prendere a favore di questo gruppo di lavoratori sotto attacco, come già abbiamo fatto finora.

Il 17 novembre, infine, saremo a Genova, alla manifestazione contro l’insabbiamento delle responsabilità dello Stato nella mattanza poliziesca durante il G8 di Genova e contro la criminalizzazione del movimento anti-G8, ma anche per riaffermare che per noi un altro mondo è possibile ed è il socialismo internazionale.

Siam bolscevichi, come Ferruccio Ghinaglia.

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