Solidarietà ai 57 denunciati per l’occupazione dell’Ex-Mondino

I Giovani Comunisti pavesi esprimono la loro solidarietà ai 57 ragazzi denunciati per l’occupazione dell’ex-Mondino avvenuta quest’inverno. Le denunce, al pari dello sgombero avvenuto il 12 febbraio, sono espressione della repressione che il sistema liberale fa di qualsiasi forma di dissenso attivo. Inoltre l’occupazione è da inserire nell’ambito della mobilitazione studentesca dello scorso anno e non può essere ridotta all’azione di pochi. E’ stata una delle tante espressioni di protesta, che potevano prendere piede in quel periodo e che, alla fine dei conti, non ha danneggiato nessuno. I ragazzi coinvolti hanno occupato lo stabile per portare avanti la condivisibile istanza di mancanza di spazi, non soltanto per i giovani, ma anche come aree di sviluppo di modelli alternativi alla società liberale.
Inoltre avevano il progetto di adibire parte dello stabile a residenza universitaria autogestita.
Senza entrare nel merito del “come” gestire una simile struttura, riteniamo fondamentale sottolineare la mancanza di servizi per gli studenti.
Gli studenti universitari sono un’ampia fetta della popolazione pavese e sono un’ottima risorsa da sfruttare. Le strutture presenti (come i colleggi Edisu) non sono assolutamente sufficienti, così in molti fuori sede si ritrovano ad affrontare il costo di affitti costosissimi. L’istruzione dovrebbe essere un diritto e invece ci si ritrova davanti a un’infinità di ostacoli economici.
Ancora una volta la risposta alle esigenze dei giovani cittadini non è un orecchio teso ad ascoltare i bisogni di una città universitaria, che sta perdendo sempre più la sua capacità di aggregazione culturale, ma una rigida chiusura repressiva, che, invece di interessarsi delle problematiche dei cittadini, criminalizza qualsiasi voce fuori dal coro.

Giovani Comunisti Pavia

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