Solidarietà al Barattolo sgomberato

Questa mattina, 4 maggio 2010, il Centro Sociale Occupato ed Autogestito Barattolo è stato sgomberato. Infatti alle sette del mattino, sotto la pioggia, la polizia con tanto di camionette ha murato l’ingresso del centro sociale. In breve tempo si è formato un gruppo di ragazzi che ha dato il via a un corteo che ha raggiunto la prefettura, dove due delegati del Barattolo sono saliti a discutere di un’eventuale revoca dell’ordinanza di chiusura. Ma la revoca non è stata concessa.
Cattaneo, il “sindaco giovane”, che aveva fatto tante promesse ai giovani della città, non ne sta mantenendo nessuna e nel frattempo chiude uno dei pochi spazi di aggregazione che offrivano svago e cultura a prezzi accessibili.
Il Barattolo in questi anni si è distinto per numerose attività. Solo per citarne alcune: la Ciclofficina Popolare che offre un servizio di riparazione di biciclette gratuito, il cineforum, i pomeriggi con l’associazione Babele che si occupa di fornire doposcuola ai bambini stranieri, le riunioni del Gruppo d’Acquisto Solidale, le ripetizioni gratuite a chi non se le può permettere, l’organizzazione di presentazioni di libri e di conferenze, spazi ai gruppi etnici e le serate musicali. Tutte queste iniziative hanno riqualificato un’area che altrimenti sarebbe rimasta dismessa.
La Federazione della Sinistra appoggia la lotta dei ragazzi del CSOA Barattolo. Siamo contrari al modello del sindaco-sceriffo che chiude gli spazi sociali solo perchè non portano profitto e rappresentano una voce contraria a quella del governo della città.
La giunta del PdL e della Lega cerca dei capri espiatori da usare come valvola di sfogo, mentre prosegue senza remore nella sua politica che va contro gli interessi della maggioranza dei cittadini. Peggiorano il servizio degli autobus tagliando oltre 200mila euro, svendono il patrimonio pubblico di case popolari, danno il via libera alla cementificazione dentro il parco della Vernavola ecc., mentre additano “zingari” (i rom di Fossarmato) e “zecche” (cioè i ragazzi del Barattolo) come i nemici da perseguitare e reprimere. Basti leggere i vergognosi commenti su Facebook di esponenti del centrodestra cittadino come Matteo Mognaschi, Niccolò Fraschini, Monica Sinistri e altri.
La precedente giunta non si è comportata in modo molto differente da questa, dimostrando che il PD non rappresenta una vera opposizione alle politiche reazionarie che mirano a zittire il dissenso. D’altronde la convenzione-capestro che è stata usata da Cattaneo per chiudere il centro sociale era stata così impostata proprio dal centrosinistra.
La Federazione della Sinistra è contraria a questa politica repressiva; il Barattolo deve restare aperto, autogestito e gratuito!

Federazione della Sinistra – Pavia

6 Responses to “Solidarietà al Barattolo sgomberato”

  1. Amici della Sinistra,
    ma vi siete accorti che nel mio commento su FaceBook ho scritto chiaramente che scherzavo definendo ‘zecche’ i ragazzi del Barattolo?! Perchè invece di cercare il pelo nell’uovo, non rispondete alle mie vere prese di posizione?
    Abbiate il coraggio di dire che difendete uno spazio di tutti occupato da pochi…

    Niccolò Fraschini, cons.comunale del PDL, nonchè liberale vero

  2. Il tuo simpatico “scherzo” si basa sul fatto che i fascisti ironizzano sullo Zyklon B, insetticida usato nei campi di sterminio nazisti per assassinare milioni di ebrei, di prigionieri di guerra, di oppositori politici ecc. Siccome siamo secondo loro (voi?) meritevoli di essere sterminati con un veleno per parassiti, siamo “zecche”.
    Ah ah ah, che ridere, consigliere Fraschini. Bello scherzo davvero.
    Per fortuna noi non siamo mai stati e non saremo mai “veri liberali”. Cordiali saluti.

  3. Che voi non siate liberali è fuori discussione: basti vedere il modo in cui per 10 anni avete escluso le associazioni non di sinistra dall’uso del centro sociale (comunale!) Barattolo.
    Per quanto l’origine del termine zecche, è evidente che non ero a conoscenza della vicenda tragica vicenda dello Zyklon B. Semplicemente, pensavo che vi si paragonasse alle zecche perchè non date una grande idea di igiene corporale. Tutto qui. Ed è quindi evidente che stavo scherzando, cosa che ho scritto chiaramente nel mio ‘contestato’ status su Facebook.
    Cordiali saluti

    N.F.

  4. I Giovani Comunisti non sono stati mai coinvolti in nessun modo nella gestione del Centro Sociale Barattolo. Aggiungo che alla nostra organizzazione, in quanto organizzazione di partito, non era consentito tenere iniziative al Barattolo; non abbiamo mai tenuto alcuna iniziativa lì. Quindi, come sulla storia della Seconda Guerra Mondiale, sei poco informato anche su quello che accade nella città in cui sei consigliere comunale.

  5. Eh no… Mauro, sai benissimo che anche se voi come organizzazione non eravate nel Barattolo, moltissimi di voi hanno svolto attivita politica li dentro e il collateralismo tra voi e loro era evidentissimo. Quindi, se accetto la critica sulla seconda guerra mondiale, non la posso accettare sui fatti della nostra citta.
    Saluti

  6. “Collateralismo”? Parli come se si trattasse delle Brigate Rosse e noi di loro “fiancheggiatori”. Noi abbiamo sempre fatto fronte comune coi CoRSARi (di cui io ho fatto anche parte, negli anni Novanta) ogni volta che siamo stati d’accordo con loro, non ci vedo niente di strano né di male, facciamo così con qualunque organizzazione di sinistra.
    Quello che ti contesto è che “noi” abbiamo “escluso” associazioni di destra dall’uso del centro. Infatti:
    1. Nessuna organizzazione di partito ha mai usato il centro, inclusi noi.
    2. Noi non abbiamo mai deciso della gestione del Barattolo.
    3. Nessuna organizzazione di destra ha mai chiesto l’uso del posto per farci davvero qualcosa.
    4. Il Barattolo era un centro sociale con una sua storia e una sua linea culturale e politica, tra i suoi valori c’è ed è giusto che ci sia l’antifascismo.
    Insomma, questa storia fantasiosa delle “associazioni” che volevano il posto e non hanno potuto averlo è solo una foglia di fico per coprire la vergogna di aver chiuso un posto dove concretamente c’erano associazioni e gruppi che facevano delle cose che piacevano a centinaia di giovani della nostra città. Ora c’è solo un altro posto “murato vivo”. Sapete distruggere ma non sapete costruire nulla (se non le villette nel parco della Vernavola).

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