Sosteniamo i medici che non denunciano gli immigrati irregolari!

Sosteniamo i medici che non denunciano gli immigrati irregolari!

5 febbraio 2009: l’emendamento al ddl sicurezza 773 approvato dal Senato sopprime il comma 5 dell’articolo 35 del Testo unico di disciplina dell’immigrazione. L’articolo in questione recita: «L’accesso alle strutture sanitarie da parte dello straniero non in regola con le norme sul soggiorno non può comportare alcun tipo di segnalazione all’autorità, salvo i casi in cui sia obbligatorio il referto, a parità di condizioni con il cittadino italiano».

Se il pacchetto sicurezza restasse inalterato verrebbe dunque abrogato il divieto di denunciare i clandestini che ricorrono al sistema sanitario nazionale.

Questo disegno neo-fascista priva del diritto alla salute e all’integrità fisica gli immigrati irregolari, già costretti all’irregolarità e duramente colpiti dall’introduzione del reato di immigrazione clandestina, proprio in questi giorni in cui i media e i politici rimarcano in continuazione il valore del diritto alla vita e in cui la Chiesa cattolica ha fatto campagne accanite contro la fine del trattamento obbligatorio a Eluana Englaro. Questa campagna ha addirittura ispirato la proposta di legge sul testamento biologico che prevedrebbe l’obbligo di cura anche contro la volontà dell’interessato espressa nella dichiarazione anticipata di trattamento.
I medici vengono trasformati dal “Pacchetto sicurezza” in potenziali delatori, calpestando l’articolo 3 del codice deontologico dei medici che impone di curare chiunque indipendentemente da etnia, religione, appartenenza politica e soprattutto viola l’obbligo di mantenere il segreto professionale.

Per questo motivo il Consiglio nazionale della federazione degli ordini dei medici minaccia sanzioni ai medici che sceglieranno di denunciare gli immigrati irregolari.

Ciò ha già dato i suoi primi effetti: nonostante molti medici si siano detti contrari e abbiano assicurato l’obiezione di coscienza, molti migranti hanno smesso di rivolgersi alle strutture della sanità pubblica, facendo riferimento in parte a un sistema sanitario parallelo e privo delle adeguate strutture.

I responsabili dei Presidi Sanitari del Niguarda e del San Paolo di Milano denunciano infatti un calo negli accessi di migranti rispettivamente del 20% e del 50% nelle ultime due settimane. Fra l’altro anche per coloro che amano fare i conti in materia di sanità è chiaro che il provvedimento porterebbe ad un aumento delle spese dato che per mancata prevenzione si allungheranno i tempi di degenza in ospedale.

Il ddl ha un chiaro stampo razzista e non mira a limitare l’immigrazione clandestina visto che gli sbarchi non diminuiscono ma crescono solo l’emarginazione sociale e i rischi dei clandestini.

La destra vuole come sempre accrescere le distanza fra i lavoratori rimarcando che “solo gli italiani che pagano le tasse hanno diritto di accedere al sistema sanitario nazionale”come afferma il leghista Bricolo. Come se la sanità pubblica non fosse dunque un diritto inalienabile per i numerosissimi lavoratori stranieri che pagano le tasse in Italia!

Noi comunisti vediamo in questo ddl un attacco che si inserisce in un piano preciso della destra: come sempre essa cerca di alimentare una guerra tra poveri prendendo ancora una volta come capro espiatorio della crisi nel nostro Paese i lavoratori stranieri, che rappresentano la fascia più debole e oppressa della classe lavoratrice.

Invitiamo dunque all’obiezione di coscienza e alla disobbedienza civile, come sostenuto anche da CGIL, CUB Sanità, Medici senza frontiere e Ordine dei Medici.

Partito della Rifondazione Comunista – Pavia –
Giovani Comunisti Federazione “Ferruccio Ghinaglia” – Pavia –

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