Spagna-Ungheria: la storia secondo Marco Galandra

Il sig. Marco Galandra ci ha dato i brividi con le sue spericolate affermazioni sulla storia spagnola. In una lettera a la Provincia Pavese, giustifica il colpo di Stato militare di Francisco Franco e la dittatura che per decenni ne è seguita sulla base di tre “argomenti”:

  1. “Salvò la Spagna da una traumatica esperienza rivoluzionaria”, un argomento che era utilizzato all’epoca da Hitler per motivare il suo impegno militare al fianco dei golpisti. Come se una guerra civile che ha ridotto il Paese in macerie (complici anche i bombardamenti dei nazisti tedeschi e del fascismo italiano), seguita da quarant’anni di dittatura militare, con centinaia di migliaia di morti e migliaia di esuli, non sia stata una “traumatica esperienza”…
  2. “Le evitò gli orrori della Seconda Guerra Mondiale”, facendo finta di non sapere che, essendo la guerra civile terminata pochi anni prima, sarebbe stato fisicamente impossibile per la Spagna partecipare alla guerra, ed è quindi difficile vedere in questo un merito “pacifista” della dittatura, che peraltro non mancò comunque di inviare qualche migliaio di soldati a combattere al fianco dell’Asse di Hitler e Mussolini.
  3. (Tenetevi forte) “Creò i presupposti […] per la nascita di una democrazia stabile”. Qui si arriva all’assurdo: Francisco Franco è rimasto dittatore della Spagna fino alla morte, e il regime fascista sarebbe proseguito anche dopo la sua scomparsa se il popolo spagnolo non si fosse liberato con una lotta dura e sanguinosa, guidata dalla sinistra e dai sindacati. Conosciamo personalmente uomini di coraggio che hanno combattuto contro il franchismo negli anni Settanta, pagando con la tortura e con la persecuzione il loro antifascismo.

Il sig. Galandra, poi, non pago di questa cattiva performance che in una scuola media gli meriterebbe un bel 4 in Storia, si lancia in arditi paragoni con la vicenda ungherese, senza che si capisca bene dove vuole andare a parare. Cerca in qualche modo di strumentalizzare a favore della sua parte politica (Galandra è un noto esponente pavese di AN) l’eroica rivoluzione ungherese, rieccheggiando con questo atteggiamento le calunnie del Cremlino nel 1956, che accusava gli insorti di essere “fascisti”. Se c’è un tratto comune tra le vicende spagnole e quelle ungheresi, semmai, è uno solo: che in entrambi i casi l’URSS (stalinista e poi chruscioviana) si dimostrò ostile a delle genuine insurrezioni proletarie, quella della Catalogna nel 1936 (un tentativo rivoluzionario che avrebbe potuto sconfiggere il fascismo cambiando il corso della storia) e quella dei consigli operai ungheresi vent’anni dopo. È questa la lezione della Spagna e dell’Ungheria, non certo un’impensabile, aberrante rivalutazione del generale Franco.

Irina Bezzi, Mauro Vanetti
direttivo Rifondazione Comunista
Pavia

3 Responses to “Spagna-Ungheria: la storia secondo Marco Galandra”

  1. gli insorti di Budapest erano fascisti servi della NATO. Uccisero più di 20.000 compagni del Partito Comunista Ungherese con la complicità del golpista Nagy, mentre i veri proletari ungheresi difendevano col sangue le fabbriche e la democrazia dalla barbarie fascista. continuate pure ad accodarvi ai Napolitani, ai Bertinotti o ai nazisti.

    W Rakosi
    W Stalin

  2. Che scempiaggine. A quanto pare secondo te i “veri proletari ungheresi” non erano quelli delle fabbriche dell’isola di Csepel, e nemmeno gli aderenti alla Gioventù Comunista, che aderirono in blocco all’insurrezione costituendo anche dei soviet, bensì gli sbirri della polizia politica stalinista?? Tra l’altro non siamo noi che ci stiamo accodando a Napolitano, sei tu… al Giorgio Napolitano del 1956 perlomeno! Quello del 2006 non mi risulta invece che abbia detto che la Rivoluzione di Budapest sia stata “un’insurrezione proletaria”, come abbiamo scritto noi.

  3. […] a sue deliranti affermazioni filofranchiste su la Provincia Pavese (si veda su questo sito Spagna-Ungheria: la storia secondo Marco Galandra). Certo è che sul sito ancora attivo di Alleanza Nazionale di Pavia i suoi suggerimenti di lettura […]

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