Speculazione a San Lanfranco

A sentire l’assessore alla Cultura, il biker mal riuscito nonché vice sindaco Gian Marco Centinaio, Pavia è una ridente cittadina della bassa dove tutti vivono felici e contenti, dove i brutti e cattivi non esistono e dove c’è sempre qualche party, evento o concerto cui partecipare (organizzati sempre da altri ma di cui il vice sindaco si prende regolarmente il merito).

In realtà non è così – a parte Centinaio, lui purtroppo è vero – infatti Pavia non è solamente “da bere”, ma anche “da mangiare”. In questa città il piatto tipico preferito dai politici locali e dai loro amici è il mattone, possibilmente forato. Si abbina a tutto, dai muri eretti davanti agli ingressi dei centri sociali, alle speculazioni edilizie nel parco della Vernavola, al Carrefour, alla Neca e alla SNIA. I mattoni alimentano una lobby molto potente nella nostra provincia che proprio in quanto lobby ha una caratteristica intrinseca: non riesce, non può e non vuole fermarsi.

È di fine giugno scorso, infatti, la notizia che il Policlinico San Matteo è intenzionato a edificare su alcuni suoi terreni, 117mila metri quadri, situati in zona San Lanfranco, proprio a ridosso dell’omonima basilica romanica. Si tratterebbe dell’ennesimo complesso residenziale di appartamenti di lusso, in tutto 300, destinati ad un pubblico esclusivo. La necessità del policlinico è quella di guadagnare cospicue somme di denaro vendendo i terreni, che attualmente però sono classificati nel Piano di Gestione del Territorio (PGT, vedi box qua accanto) come allocazioni destinate a servizi. Non sono edificabili, quindi, ma poco importa. In situazioni del genere, a male estremo estremo rimedio. Ci penserà il leghista assessore all’Urbanistica Fracassi a risolvere il problema. Dopo aver brillantemente risolto lo stallo del progetto di cementificazione del parco della Vernavola, Fracassi si è detto disposto a modificare il PGT, bisogna solamente cambiare colore a una parte della mappa di Pavia e il gioco è fatto. Dopotutto il nostro assessore è sì verde, ma leghista, non ambientalista. Ovviamente a detta loro si tratterà di una «equilibrata e non invasiva riqualificazione della zona».

Come se del resto a Pavia ci fosse bisogno di nuove case. Dopotutto dagli anni ’70 ad oggi, la nostra città ha visto un calo costante degli abitanti, passati da 88 a 71mila. Inoltre è piena di centinaia di appartamenti vuoti, soprattutto per mantenere alti i prezzi degli affitti da chiedere alle migliaia di studenti universitari fuori sede, i quali alimentano una percentuale assolutamente non indifferente del PIL pavese. La domanda quindi sorge spontanea: in una situazione del genere, a chi può servire costruire 300 appartamenti?

A degli ipotetici futuri cittadini che difficilmente verranno stare a Pavia visto che la città non offre nuovo lavoro da trent’anni, oppure ai dirigenti delle imprese milanesi, che non riuscendo a vivere nella caotica capitale lombarda sceglieranno una tranquilla città dormitorio di periferia? Forse è più facile la seconda, visti anche i progetti futuri dell’urbanistica. Intanto altri terreni sempre di proprietà del San Matteo adiacenti al Carrefour saranno venduti al centro commerciale in previsione di un suo ampliamento, e nel prossimo futuro si avranno le conferme dei progetti per le aree dismesse della SNIA. Ma non preoccupatevi: ovviamente saranno case e servizi tutti a disposizione della nuova tipologia di cittadino che la Lega e il PdL hanno in mente, il consumatore. E se per fare ciò si renderà necessario abbattere alberi, distruggere campi e stendere colate di cemento e asfalto, pazienza. Solo un consiglio: cara Lega Nord, avanti di questo passo mi sa che dovrai cambiare il tuo colore, perché di verde nella Pianura Padana ne resterà molto poco. Molto meglio il grigio.

Olmo

(tratto dal numero 5 di Bonarda)

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