Successo dell’assemblea antifascista – provocazioni fasciste fallite

L’assemblea sulle nuove destre con Saverio Ferrari si è finalmente svolta senza incidenti – Foltissima presenza di pubblico all’iniziativa antifascista – È fallita la provocazione messa in atto dal Veneto Fronte Skinheads e da Forza Nuova – I giovani di AN vengono a provocare e poi fanno le vittime

Venerdì 25 giugno a Pavia si è finalmente svolta senza incidenti l’assemblea dal tema “Le nuove destre: un pericolo per la convivenza civile e democratica?”, con il compagno Saverio Ferrari (PRC) dell’Osservatorio Democratico, che l’estrema destra da due anni e in due diverse occasioni aveva cercato di sabotare.
Un anno fa, dopo il fallito assalto al centro sociale Barattolo da parte della stessa canaglia fascista, tutto il centrosinistra locale si era profuso in solenni promesse che l’assemblea interrotta dall’aggressione squadrista sarebbe stata riproposta in una sede istituzionale: la camera consiliare di palazzo Mezzabarba. La promessa non è stata mantenuta dalla giunta, che ha tuttavia concesso il patrocinio del Comune all’iniziativa tenutasi in S. Maria in Gualtieri nella piazza principale della città; il sindaco di Pavia ha anche voluto partecipare all’assemblea e ha portato un saluto ai presenti.
La sala era strapiena e molti compagni non hanno trovato posto a sedere. Introduceva i relatori Riccardo Bernasconi, dei CoRSARi, vittima proprio il giorno prima di un vigliacco agguato da parte di tre fascisti, un pugno in pieno viso dato a freddo in puro stile mafioso, con successiva fuga codarda dei responsabili (il solito Marco Rossella, ducetto del Veneto Fronte Skinheads di Pavia, e due scagnozzi). Sedevano in presidenza Saverio Ferrari, dirigente di Rifondazione Comunista e animatore dell’Osservatorio Democratico, capace studioso dei fenomeni neofascisti, razzisti e della destra eversiva, che ha illustrato con dovizia di dati l’arcipelago dell’estrema destra e il disegno reazionario che ne sta alla base, e Tullio Montagna, presidente del Comitato Unitario Antifascista. Sono intervenuti nel dibattito Irene Campari, sempre del Comitato, e un compagno dei Giovani Comunisti, non mancando di sottolineare i successi della mobilitazione antifascista pavese negli ultimi anni.
Circa a metà dell’iniziativa, una dozzina di militanti del Veneto Fronte Skinheads e di Forza Nuova hanno inscenato un presidio di protesta in piazza, a circa cento metri dalla sala dell’assemblea, con saluti romani, coretti fascisti e uno striscione recante il disegno di una croce celtica e la scritta “RAMELLI PRESENTE!”. I fascisti continuano a collegare la figura di Saverio Ferrari a quella del fascista Sergio Ramelli ucciso nel 1975, pur sapendo benissimo che il compagno Ferrari non è mai stato incriminato per quell’uccisione. Anche Azione Giovani, l’organizzazione giovanile di AN, che da tempo vive un complesso di inferiorità nei confronti dei naziskin, voleva dare il suo contributo alla provocazione dei neonazisti entrando nella sala e consegnando un libro su Ramelli a Saverio Ferrari; la piccola delegazione del partito di Fini ha però presto rinunciato alla provocazione inventandosi che gli sia stato “materialmente impedito” l’ingresso e si è rapidamente dileguata.
Va registrata la totale passività della polizia e dei carabinieri, presenti in forze nella piazza, di fronte alla provocazione fascista; solo quando un nutrito gruppo di compagni di tutte le organizzazioni presenti si è diretto verso il presidio fascista con l’intenzione di scioglierlo di forza, la polizia ha cercato dapprima di fermarci e, vista la nostra determinazione, si è infine risolta a disperdere i violenti provocatori. Come ha ben riportato la stampa locale, “al primo accenno di carica, i giovani neofascisti hanno desistito dalla contestazione” fuggendo a gambe levate.
Purtroppo nei secondi intercorsi dalla decisione di muoverci verso il presidio fascista al suo discioglimento da parte della polizia, un compagno dei CoRSARi che, giustamente indignato dalla presenza fascista, si è coraggiosamente mosso da solo e a mani nude verso i fascisti per far loro rimuovere lo striscione, è stato malmenato da numerosi fascisti davanti agli occhi della polizia. Naturalmente nessun estremista di destra è stato identificato né tantomento fermato per la violenza commessa. In compenso la polizia ha cercato di arrestare un compagno che aveva osato, nella concitazione del momento, rivolgere una parola di troppo al vicequestore, ma la ferma opposizione degli altri compagni che sono arrivati a sdraiarsi per terra per fermare la camionetta ha ricondotto le forze dell’ordine alla ragionevolezza ed il compagno è stato rilasciato.
Se non per il coraggioso compagno picchiato, complessivamente la serata è stata senza dubbio un buon successo per il fronte antifascista pavese, che ha dimostrato di saper costruire consenso attorno alle sue iniziative pubbliche, di ricercare l’approfondimento culturale e politico prima che il confronto di piazza, ma anche di essere fatto di compagni disposti a spendersi in prima persona per la difesa anche fisica del nostro diritto ad una città libera dalle prepotenze neofasciste e razziste.
Gli agguati e le provocazioni dei fascisti (di tutte le sottospecie) mostrano solo la loro impotenza e il loro isolamento di fronte alla Pavia antifascista.

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