Sullo “sciopero selvaggio” degli autoferrotranvieri

Oggi anche a Pavia sono stati grandi i disagi per centinaia di lavoratori a causa dello sciopero degli autoferrotramvieri proclamato da CGIL, CISL e UIL, che si è svolto come preannunciato. A Milano però la situazione è stata diversa: i lavoratori dei trasporti interessati dall’agitazione hanno deciso in massa e spontaneamente di non rispettare le limitazioni imposte dalla legge antisciopero 146/90 e di anticipare a sorpresa lo sciopero dalle 8:45, come previsto, all’inizio del turno, e di prolungarlo ad oltranza. Come biasimarli, considerato che uno sciopero di bus e metropolitana dalle 8:45 alle 15, come era stato deciso dai sindacati in ottemperanza alle leggi antisciopero, sarebbe passato quasi inosservato, pur svuotando ulteriormente le tasche degli scioperanti?
Tutti i segretari nazionali dei sindacati confederali hanno immediatamente condannato la decisione, sebbene sottolineando che la colpa per l’esasperazione degli autoferrotramvieri ricade in primo luogo sulle aziende che da 2 anni non rinnovano il contratto. I dirigenti di CGIL, CISL e UIL, però, si dimenticano di dire che le leggi antisciopero (da loro accettate!), che in teoria dovrebbero servire a proteggere gli utenti dei pubblici servizi, sono usate in pratica per neutralizzare il diritto di sciopero in quel settore.
Il risultato è che i sette scioperi precedenti dei lavoratori dei trasporti, svolti nel rispetto delle regole-capestro, non hanno portato a niente: inevitabile e anzi da appoggiare pienamente la decisione drastica dei lavoratori, per questa ottava mobilitazione, di ricorrere ad una mossa più incisiva.
Naturalmente bisogna comprendere anche le lamentele degli utenti, e compito dei sindacati sarebbe anche quello di spiegare pazientemente le ragioni di questa protesta così dura, invece di gettare benzina sul fuoco condannando “gli eccessi”. Un volantinaggio a tappeto in tutta Milano, con banchetti informativi (che magari avrebbero anche dovuto accogliere con una scusa e un sorriso qualche insulto di pendolari giustamente innervositi) avrebbe potuto migliorare la risposta alla protesta. E visto che si è giunti a lotte radicali, perché i controllori di bus e tram non lanciano una lotta che sicuramente sarebbe molto popolare, invitando i cittadini a non fare il biglietto per una settimana? Questo aiuterebbe a ricostruire il clima di fiducia fra i lavoratori in lotta e i lavoratori-utenti.
Ad ogni modo, chiunque, impiegato, operaio, casalinga, studente, usa i trasporti pubblici sa che il costo della vita in Italia è aumentato enormemente in questi anni, mentre stipendi e salari restano fermi. Se non vengono stesi nuovi contratti con salari adatti alla situazione, tutti i lavoratori saranno più poveri. Se anche una sola categoria riesce a strappare ai padroni un buon contratto (gli autoferrotramvieri per esempio chiedono un aumento mensile di 106 euro, e lo stanziamento di maggiori risorse per migliorare il servizio ai cittadini), questo creerà un effetto di trascinamento su tutti i rinnovi contrattuali e aiuterà tutti i lavoratori ad affrontare meglio le difficoltà che quasi ogni famiglia ormai ha alla fine del mese.
E questo vale bene una giornata senza bus.

LOTTA DURA CONTRO IL CAROVITA! SCIOPERO SELVAGGIO DI TUTTE LE CATEGORIE!
SOLIDARIETÀ AGLI AUTOFERROTRAMVIERI ANCHE SE OGGI CI HANNO LASCIATO NEL TRAFFICO E SOTTO LA PIOGGIA!
ABOLIRE LE LEGGI ANTISCIOPERO! RIFIUTARE LE PRECETTAZIONI!
NO ALLA DEMAGOGIA CONTRO GLI SCIOPERI DURI DEGLI AUTOFERROTRAMVIERI DI MILANO, DELLA FIOM EMILIANA ECC.: SE DOBBIAMO LOTTARE COSÌ È TUTTA COLPA DEI PADRONI!

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