Teatro di burattini in Iraq

Tradotto da Al Jazeera (edizione in inglese):

In Iraq compaiono governatori autoproclamati

Nel caos post-invasione in Iraq, la corsa per il potere politico è iniziata con individui che si autoproclamano governatori. Giovedì [16 aprile], gli USA sono stati costretti a negare di aver ratificato la designazione di due iracheni che pretendevano di essere il governatore e il sindaco di Baghdad.
La corsa ad una posizione politica in Iraq ha preso la volata non appena gli Stati Uniti si sono preparati ad inviare decine di migliaia di nuove truppe per stabilizzare il Paese in seguito all’invasione.
Mercoledì, due persone molto vicine ad un leader iracheno d’opposizione hanno detto di essere stati eletti governatore e sindaco di Baghdad dai capi tribali e religiosi e di star agendo col consenso delle truppe d’occupazione statunitensi.
Tuttavia, il Capitano Joe Plenzler, un portavoce dei marine nella capitale, ha smentito: “Chiunque si dichiari sindaco o qualsiasi altra cosa sta semplicemente mentendo. Il governo statunitense non ha designato nessuno”.
“Ciascuno può dire di essere quel che vuole” ha detto Plenzler, aggiungendo: “future nomine come questa tuttavia saranno gestite attraverso la USAID (l’Agenzia USA per lo Sviluppo Internazionale)”.
Mohammed Mohsen Zubeidi, un oppositore di lunga data di Saddam Hussein, in precedenza sembrava abbastanza ufficiale, con una copertura mediatica enorme su cui far leva, quando si era proclamato a capo di una nuova amministrazione ad interim di Baghdad. La sua “nomina” è fra le due che sono state smentite dagli USA.
Zubeidi ha detto che la vita politica irachena stava risvegliandosi e che si sarebbe coordinato con le forza USA sul posto e si sarebbe incontrato con loro ogni giorno. Ha detto però di non aver avuto contatto sinora con Jay Garner, il generale USA in pensione nominato da Washington amministatore civile per sovrintendere la ricostruzione post-bellica dell’Iraq.
Chalabi a Baghdad

Intanto, il politico iracheno filoamericano Ahmad Chalabi è tornato mercoledì nella capitale Baghdad, la sua prima visita alla città dal rovesciamento della monarchia nel 1958. “I nostri piani sono di stabilirci qui, aprire un ufficio e cominciare a lavorare nella direzione della ricostruzione della democrazia e della società civile in Iraq” ha detto Zaab Sethna, un assistente di Chalabi.
“Il suo primo progetto è andare a vedere la sua vecchia casa e poi iniziare a costruire la democrazia in Iraq” ha aggiunto Sethna. Una dichiarazione dell’Iraqi National Congress del quale Chalabi è a capo sostiene che lui e i leader di quattro altri gruppi politici si incontreranno a breve a Baghdad per costituire il Consiglio della Dirigenza Irachena.
Il consiglio dei cinque, che potrebbe essere allargato, non includerà nessuno statunitense. A fianco di Chalabi, gli altri membri sono il rappresentante del Consiglio Supremo per la Rivoluzione Islamica in Iraq (SCIRI) Abdelaziz Hakim, Ayad Allawi dell’Iraqi National Accord e i capi di due gruppi curdi – Massoud Barzani e Jalal Talabani.
Si dice che l’incontro di Baghdad sarà complementare al dibattimento che è iniziato martedì a Nasirya sotto presidenza USA.
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