Tutti in piazza domani contro lo smantellamento dell’istruzione pubblica!

Domani mattina, a partire dalle ore 9.00, si concentrerà in Piazza Vittoria la protesta di insegnanti, universitari e studenti pavesi contro lo smantellamento del sistema di istruzione pubblico italiano, portato a compimento dalla controriforma del ministro Gelmini.

I Giovani Comunisti saranno in piazza insieme a CGIL, Coordinamento per il diritto allo studio, CSP, Rifondazione Comunista e altre organizzazioni.

Qui sotto, il volantino del CSP.

AFFOSSARE CON LA LOTTA LA
CONTRORIFORMA TREMONTI-GELMINI

LE SCUOLE SUPERIORI VERSO LO SMANTELLAMENTO
Il nuovo anno scolastico si apre all’insegna del più grande e clamoroso attacco alla pubblica istruzione. Nei piani del ministro non esiste un modello di scuola in grado di fornire agli studenti la cultura e la preparazione necessaria per affrontare le sfide del mondo moderno ma semplicemente la volontà di tagliare le già scarse risorse destinate alla scuola. Quel che si prospetta è la riduzione dell’orario scolastico e l’aumento del numero di alunni per classe questo comporterà inevitabilmente la compressione dei programmi didattici, il conseguente aumento dei ritmi di studio, una drastica riduzione delle attività di laboratorio e l’abbassamento generale della qualità dell’insegnamento. In particolare verranno completamente azzerate tutte le sperimentazioni (anche quelle avviate già da tempo come le sezioni PNI dei licei scientifici, il liceo tecnologico, il liceo sociopsicopedagogico e delle scienze sociali…) che si proponevano di aggiornare l’insegnamento alle necessità dell’odierna società. Ma gli effetti più pesanti ricadranno sull’istruzione tecnica e professionale che sarà ridotta negli orari (saranno eliminate le attività pratiche fondamentali nella formazione di un tecnico) e accorciata a quattro anni con eventualmente un anno integrativo per consentire l’accesso all’università. Nella pratica si ridurrà fortemente il numero di ragazzi che dopo aver frequentato un istituto tecnico si iscriveranno all’università.

LE SCUOLE ELEMENTARI U N SALTO INDIETRO DI 30 ANNI
Tra le tante cose che nella scuola italiana non funzionano ce n’è una che invece funziona bene e la cui qualità è riconosciuta a livello internazionale: si tratta della scuola elementare. La logica vorrebbe che “squadra che vince non si cambia” ma il ministro Gelmini ha intenzione di intervenire proprio su questo settore. Sarà infatti reintrodotto il maestro unico con un forte taglio delle ore di scuola e l’abolizione del tempo pieno. Tale servizio, fondamentale per i genitori che lavorano, potrà al massimo essere rimpiazzato da un dopo-scuola per il quale non sono stati stanziati fondi ed il cui costo ricadrà in gran parte sulle spalle dei genitori.

ANCHE I LAVORATORI SONO SOTTO ATTACCO
Ciò che più preme al ministro Gelmini è la razionalizzazione delle risorse umane…traduzione? Licenziamenti di massa! Tra personale docente ed ATA sono 130.000 i lavoratori che perderanno l’impiego. Inoltre verranno radicalmente cambiati i criteri di assunzione con l’eliminazione delle scuole di specializzazione e l’introduzione della chiamata diretta dalle scuole (che spalancherà le porte al proliferare di reti clientelari), ultimo passo della trasformazione di ogni istituto in una vera e propria azienda. In questo contesto s’inserisce anche il d.d.l Aprea che prevede addirittura la soppressione delle rappresentanze sindacali nelle scuole .

In gioco non c’è solo il nostro presente di studenti, ma anche il nostro futuro come lavoratori, genitori e liberi cittadini. Per difendere i nostri diritti abbiamo deciso di unirci alla mobilitazione promossa dai sindacati confederali e in appoggio ad essa indiciamo:
SCIOPERO STUDENTESCO

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