Un coro: nessun cattivo accordo alle spalle degli autoferrotramvieri!

L’accordo di massima per il contratto nazionale degli autoferrotramvieri sottoscritto sabato 20 dicembre 2003 da CGIL, CISL e UIL (che prevede 81 euro di aumento al mese e una una tantum di 970 euro) ha visto immediatamente una risposta negativa da parte delle assemblee dei lavoratori, che nonostante le precettazioni dei prefetti, le prediche di sindaci, assessori e sindacalisti, le campagne di stampa della destra (e non solo), proseguono nella lotta dura.
Tutta l’ala sinistra del movimento operaio sta chiedendo a gran voce che questo accordo non si faccia sulle spalle dei lavoratori; 81 euro di aumento medio è meno del recupero dell’inflazione e la una tantum è del tutto insufficiente, considerato che i lavoratori chiedono come minimo 2000 euro.
La soluzione è una sola: sia ritirato l’accordo! sia sconfitta la linea concertativa proseguendo la lotta dura, estendendola ad altre categorie (molte sono pronte a lottare fino a fondo, a partire dai metalmeccanici)!
Rifondazione, la sinistra CGIL e i sindacati di base chiedono un referendum tra i lavoratori sull’accordo! Riportiamo qui queste importanti prese di posizione:

Da Rassegna:

Trasporto, LavoroSocietà: Referendum sull’accordo

L’area di sinistra della FILT-CGIL (quella che fa capo a LavoroSocietà all’interno della CGIL) considera ‘insufficiente’ l’aumento salariale previsto dall’accordo per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri (81 euro mensili e una una tantum di 970 euro) e chiede di sottoporre l’intesa al referendum tra i lavoratori. E’ quanto si legge in una nota del segretario nazionale della FILT-CGIL Giorgio Carnicella (area LavoroSocieta) nella quale si sottolinea che “l’ipotesi di accordo andrà valutata dai lavoratori nelle assemblee e sottoposta al referendum”. Carnicella si dichiara contrario a qualsiasi revisione in senso restrittivo della legge sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali ma anzi sottolinea la necessità di revisione “in direzione opposta”.

Da Liberazione:

Rifondazione Comunista chiede che i sindacati promuovano un referendun tra gli autoferrotranvieri ad accordo raggiunto

Non appena si è diffusa la notizia dell’intesa c’è stata la contestazione di molte importanti realtà di lavoratori che si sono dichiarate in disaccordo. Questa posizione esige rispetto. Per questo chiediamo alle organizzazioni sindacali di impegnarsi a sottoscrivere l’accordo solo dopo aver consultato i lavoratori. Oggi non siamo di fronte solo a un contratto importante e ad una situazione salariale insostenibile. Siamo di fronte a una questione di democrazia, quella questione che nelle scorse settimane avevano posto i lavoratori della Fiom. Essa è decisiva per il rapporto tra lavoratori e sindacato, per la democrazia del Paese e per il futuro del conflitto sociale.

Fausto Bertinotti

Da Rassegna:

Trasporto pubblico: Sindacati di base rifiutano l’accordo

La lotta dei tranvieri continua in segno di protesta “contro lo scandaloso accordo” sottoscritto sabato scorso. Così i sindacati di base (SULT-TLP, SIN COBAS, FLTU-CUB, SLAI COBAS, RdB-CUB Trasporti) tornano a incitare i lavoratori del trasporto pubblico a proseguire le agitazioni in tutta Italia. I sindacati segnalano irregolarità del servizio a Milano e a Padova, dove “si cerca di obbligare i lavoratori a prendere servizio”, ma anche a Roma e in Sardegna dove “si sono fermati tutti gli 800 tranvieri dell’azienda regionale”. I tranvieri del Veneto, continuano le organizzazioni in una nota, “si riuniranno a Venezia per dare vita a una assemblea permanente regionale”. I sindacati di base invitano dunque “tutti gli autoferrotranvieri del paese a solidarizzare con i colleghi in lotta”.

Anche il segretario generale della FILT-CGIL, Fabrizio Solari, ha accettato l’idea di una consultazione tra i lavoratori a gennaio, pur sostenendo la bontà dell’accordo.
La FIT-CISL invece lascia intendere che preferirebbe una (molto meno democratica) consultazione dei soli iscritti ai sindacati.
La UIL propone anche la possibilità di assemblee azienda per azienda con alzata di mano finale.

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