Un sindaco diessino che piace alla Lega

Anche il coordinatore dei Giovani Comunisti di Pavia ha preso posizione sulla vicenda degli sgomberi.

Ho votato Piera Capitelli. L’ho votata senza nessuna illusione, perché ritenevo e ritengo imprescindibile per i comunisti la costruzione di un rapporto di fiducia con il grosso della classe, dei giovani di sinistra, del maggioritario popolo antiberlusconiano: la nostra gente, insomma, che percepisce i DS come il più grande partito della sinistra, come il partito della CGIL, come uno degli eredi del PCI.
Tra una candidata dell’ultramoderata sinistra riformista e un candidato di Forza Italia, è un segno di maturità politica non tirarsi indietro e dare un appoggio critico alla Capitelli contro Rondini. Questo andava fatto tuttavia senza “indorare la pillola”, senza raccontare balle insomma. Per maggiore chiarezza, questo andava fatto rendendo evidente anche sul piano elettorale che “noi siamo un’altra cosa”; da questo punto di vista, ho rivendicato invano l’indipendenza politica di Rifondazione al primo turno e soprattutto il suo collocamento all’opposizione.
Passata la febbre della campagna elettorale, c’è modo di valutare con più freddezza la situazione. Questa giunta sembra fin peggiore di quella precedente e addirittura c’è chi rimpiange, di fronte all’arrogante decisionismo della Capitelli, la mitezza democristiana di Andrea Albergati.
La vicenda della persecuzione dei clandestini della zona SNIA-cimitero è un caso esemplare. Le chiacchiere elettorali sulla “città dell’accoglienza” nascondono una realtà ben diversa: decine di poverissimi, invece che essere aiutati, vengono espulsi dalla città o addirittura dall’Italia, le loro baracche rase al suolo come fa Israele con le abitazioni “abusive” dei palestinesi. Ma non è tutto: il Ferrotel, l’edificio che era usato in passato per accogliere queste ed altre famiglie indigenti, permettendo ai loro bambini di frequentare le scuole e gradualmente uscire dalla loro situazione di degrado sociale, secondo quanto ha dichiarato il sindaco non verrà più preso in affitto dal Comune (è di proprietà delle Ferrovie). La motivazione? “È antieconomico”; cara Capitelli, spendere risorse per i poveri è sempre antieconomico nel capitalismo! l’unico modo economicamente virtuoso di investire denaro nel sistema capitalista è dare miliardi ai miliardari, una cosa che le giunte di destra o di centrosinistra di tutta Italia (e anche di Pavia) sono sempre state bravissime a fare.
È davvero necessario spiegare che non è distruggendo una baracca che si migliorerà la condizione dei suoi sfortunati abitanti? Diciamo un’ovvietà: l’unico vero aiuto a chi vive in una baracca è dargli una casa.
È davvero necessario spiegare che l’illegalità è una conseguenza della povertà e del degrado? Diciamo un’altra ovvietà: la vera sicurezza è l’integrazione (non l’integrazione di questi stranieri, soprattutto rumeni, nella “cultura italiana”, l’integrazione di questi sottoproletari nella classe operaia, in modo che abbiano un impiego onesto come gli altri lavoratori).
È davvero necessario spiegare che se questi poveri sono sfruttati da alcuni individui senza scrupoli (che li mandano a fare i mendicanti o le prostitute, o li inquadrano in un moderno caporalato agricolo), sono gli schiavisti e non gli schiavi che vanno colpiti?

Infine, tra tutto ciò che trovo più disgustoso è l’ipocrisia senza fine dei “buonisti” da strapazzo che difendono l’operato del sindaco con motivazioni umanitarie.
Su La Provincia Pavese, che in queste settimane ha perso ogni compostezza, sembra che gli sgomberi siano opere di carità, poi tra le righe si spiega che la vera ragione è che si vuole evitare di diventare un “porto franco” per i disgraziati cacciati dalle altre città – cioé si teme che qualcuno abbia preso sul serio le balle elettorali della “città dell’accoglienza.
Il vescovo, perché non si dica che siamo ai tempi di Don Camillo e Peppone, dà il suo pieno appoggio alla giunta.
Qualche spudorato esponente del centrosinistra arriva a dire che gli sgomberi sono fatti sì, ma in maniera umana, per esempio garantendo l’accoglienza ai minori e alle madri. Peccato che poi si scopra che proprio venerdì scorso l’ennesimo sgombero in via Savoldi abbia prodotto l’espulsione immediata di una donna con un figlio piccolo!
A questo punto preferisco la schiettezza del leghista Gian Marco Centinaio, che applaude la giunta per le sue iniziative anti-immigrati, o quella del capogruppo della Lega in consiglio comunale, Chirichelli, che dice che la Capitelli “va appoggiata perché sta realizzando il programma del centrodestra”.
La domanda è: ma noi cosa ci facciamo con questi? ma noi cosa abbiamo da spartire con chi viola i diritti umani a cento metri dal centro storico? con chi chiude i dormitori per poveri perché costano troppo? con chi usa la legge Bossi-Fini come foglia di fico? con chi dice che i clandestini sono dei delinquenti?
Fermiamo gli sgomberi del centrosinistra, opponiamoci alla giunta che piace a Centinaio, lottiamo per una città che dia le case ai poveri, il lavoro ai disoccupati, una speranza ai giovani, un aiuto agli anziani: la città che il centrosinistra promette soltanto sotto elezioni.

Mauro Vanetti
coordinatore Giovani Comunisti Pavia

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