Universitari… è ora di lottare!

Non possiamo restare a guardare mentre le nostre condizioni di vita e di studio degradano ogni giorno. Questa “riforma? universitaria si è rivelata un gran bidone! Per esempio col 3 + 2 rischiamo di restare impantanati alla fine del triennio senza possibilità di accedere alla Laurea Specialistica, rimanendo con in mano un pezzo di carta ben poco spendibile nel mondo del lavoro. L’obbligo di frequenza che viene di fatto istituito crea ritmi di vita impossibili per i sempre più numerosi studenti-lavoratori, che combinano ai disagi della condizione studentesca quelli di un lavoro precario. Rivendichiamo per tutti, e soprattutto per gli studenti-lavoratori, un vero diritto allo studio, che per noi significa un’università non elitaria, non escludente, non discriminante verso gli studenti in difficoltà economiche e di famiglia operaia, davvero formativa e non solo selettiva e tecnicistica. Nell’Università di Pavia non è esistito sinora un movimento di studenti che si sia opposto frontalmente agli effetti nefasti delle controriforme Zecchino-Moratti. Questo è il movimento che noi vogliamo costruire. Perciò abbiamo deciso di costituire un collettivo combattivo nel nostro ateneo, collegandoci all’esperienza dei compagni di altre università italiane raccolti nel CSU (Coordinamento Studentesco Universitario).

Crediamo che le prime richieste da portare avanti a Pavia siano:

  • NO alla riforma-bidone! Questa riforma privatizza, spezzetta, tecnicizza, abbandona a se stesso e agli appetiti delle imprese private l’intero sistema universitario.
  • NO ai blocchi fra un anno e l’altro e fra il triennio e il biennio della LS! Siamo contrari agli esami-blocco, ai vincoli di crediti per passare l’anno o per iscriversi alla LS, ad ogni tipo di test d’ammissione. Queste misure restringono artificialmente l’accesso ad un’adeguata formazione universitaria, obbligando gli studenti più in difficoltà, in particolare gli studenti-lavoratori, all’abbandono.
  • Più appelli! La costante riduzione del numero di appelli è la forma più subdola di selezione, ci costringe ad una carriera accademica a tappe forzate dove chi resta indietro è perduto e dove i tempi dello studio (e del lavoro, per chi ce l’ha) sono completamente fuori dal nostro controllo. Alla Statale di Milano fino a pochi anni fa per ogni materia c’era un appello ogni mese tranne agosto. Proponiamo che si faccia così in tutte le facoltà, anche a Pavia.
  • Abbattere i costi dello studio! Essere universitari costa troppo: libri, affitti, tasse, trasporti… Serve un piano pubblico di investimenti perché studiare non sia un privilegio!
  • Unità lavoratori-studenti! Il simbolo del CSU è lo stesso del Sindicato de Estudiantes spagnolo: il pugno che brandisce la chiave inglese e la matita, simbolo dell’unità tra movimento studentesco e movimento operaio. Noi non siamo e non saremo mai “apolitici?, perché gli studenti sono solo una parte di questa società e i loro problemi una parte delle contraddizioni di questa società che vogliamo trasformare!

Se avete un problema legato alla riforma… ditelo al collettivo! Le situazioni nelle diverse facoltà e nei diversi corsi di laurea sono molto variegate ed è solo con l’unità e il contributo di tutti che possiamo fare avanzare le nostre rivendicazioni.

CSU PaviaCos’è il CSU (Coordinamento Studentesco Universitario)? È un’organizzazione nazionale che raccoglie in una struttura unitaria e democratica collettivi di sinistra di diverse università italiane, ispirandosi all’esperienza del Sindicato de Estudiantes spagnolo. Il tratto comune di questi collettivi è la lotta alle controriforme che vanno sotto il nome di Autonomia Universitaria. Nel retro di questo volantino troverai il nostro programma. Anche a Pavia è presente un Comitato Promotore del CSU! Partecipa anche tu chiamando il 333 8632666 o scrivendo a colpantera@freemail.it. Ci trovi per tutto dicembre ogni mercoledì dalle 13:30 alle 14:30 al nostro banchetto (bacheca dell’università centrale o mensa di Piazza Italia)!

One Response to “Universitari… è ora di lottare!”

  1. I agree coi punti 3, 4, 5.
    I don’t sul punto 2, di fatto, anche senza propedeuticità, senza le conoscenze di un esame al primo anno, non riesci anche volendo, a dare l’esame del secondo anno basato sul primo.
    I don’t know 1, non conosco bene la riforma.

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