USA: Unione degli Stregoni Apprendisti

La guerra all’Iraq, che dovrebbe essere ai suoi atti conclusivi, sta già generando nuovi conflitti e nuove esplosive contraddizioni, secondo un canovaccio già visto in Afghanistan, questa volta però moltiplicato per cento.
La vittoria imperialista, che sembra ormai molto vicina, continua tuttavia a riservare a Bush e Blair colpi di scena e sorprese amare.
Mentre la battaglia continua a Tikrit, il “feudo” di Saddam, e a Mosul, i combattenti peshmerga curdi che stanno occupando le città del Nord vengono invitati dalla Turchia al ritiro. La Turchia teme la formazione di uno Stato curdo autonomo nel Nord dell’Iraq e Gul ha già dichiarato che osservatori turchi verranno presto inviati nella zona, dato che anche solo un forte afflusso di curdi disarmati sarebbe considerato inaccettabile da Ankara.
Quelli che dovrebbero essere invece gli alleati della coalizione a guida angloamericana nel Sud dell’Iraq, cioé gli sciiti, stanno dando altre grane. Il più importante leader dell’opposizione sciita a Saddam Hussein, Baqir al Hakim, ha dichiarato che verrà scatenata una guerra civile se gli USA imporranno un loro governatore sul Paese; a gettare benzina sul fuoco arrivano le dichiarazioni americane secondo cui è opportuna una “prominenza statunitense” per il dopo-Saddam. Il premier australiano aggiunge che anche al suo Paese è dovuta una fetta della torta.
Due leader sciiti, fra cui Abdul Majid al Khoei, considerati vicini agli americani sono intanto stati decapitati a colpi d’ascia da una folla inferocita a Najaf.
Proseguono le minacce alla Siria, che secondo gli USA sta aiutando i gerarchi baathisti in fuga e non ha fatto niente per fermare l’afflusso di combattenti arabi in Iraq.
Ancora una volta, i goffi e miopi interventi militari statunitensi creano ai loro stessi artefici mille problemi più di quanti ne risolvano. USA: Unione degli Stregoni Apprendisti.

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