Vandalismi fascisti a Pavia

È successo tutto in pochi giorni, tra la notte di domenica 15 e quella di mercoledì 18 marzo. Una serie di gravi episodi di vandalismo ai danni di cittadini immigrati e sedi e simboli di partiti di sinistra ha colpito la città. Gli autori sono noti: fascisti (la città è stata tappezzata di adesivi di Forza Nuova proprio in quei giorni… è un caso?). Sarà per la campagna elettorale imminente, o per l’atmosfera xenofoba e securitaria avviata,o meglio incrementata, con il decreto legge sulla sicurezza che ha istituito tra le altre cose le cosiddette ronde, ma a Pavia tornano a farsi sentire.
La prima vittima delle aggressioni è stato Tang Le, pizzaiolo originario del Vietnam, a cui sono state tagliate le gomme e imbrattata la carrozzeria dell’auto con scritte del tipo “Cinesi raus”.

Altra vittima (colpita per ben tre volte di seguito) Khaled, barbiere arabo: insegna del negozio distrutta e saracinesca coperta da una svastica e dal digramma delle SS.

Nella notte tra martedì e giovedì invece è toccato alla vetrata della sede del PdCI, mentre giovedì è stato danneggiato il monumento in memoria di Ferruccio Ghinaglia, martire antifascista e fondatore dalla federazione pavese del Partito Comunista.

Nonostante le vittime siano varie, il bersaglio è uno solo: il “diverso”, il più debole o chi con esso si identifica difendendolo.

Già in precedenza si erano avuti episodi di violenza da parte di militanti fascisti (più precisamente di Forza Nuova) nei confronti di militanti della sinistra pavese e dei frequentatori del Centro Sociale Barattolo di via dei Mille, in seguito ai quali, solo dopo però una intensa campagna di lotta e protesta da parte della popolazione attivamente antifascista di Pavia, si era riusciti a  far chiudere la loro sede di ritrovo. Ma quel che colpisce questa volta è la serie numerosa e ravvicinata delle azioni e l’allargamento a nuovi bersagli: non sono “solo” gli avversari politici, ma anche i cittadini immigrati ad essere colpiti.

È evidente come i fatti locali si riconnettano ad uno scenario più generale, ad una tendenza all’intolleranza e alla xenofobia che sempre più si diffonde nella società, alimentata dai media e cavalcata da governo e alcune amministrazioni comunali e non. Tra queste anche la ormai caduta giunta Capitelli, che tanto si era spesa per cacciare e sparpagliare i rom insediatisi nell’area ex-SNIA, dando margine di azione a questi gruppuscoli di xenofobi e legittimandone indirettamente le posizioni.

Si impone allora come necessaria una mobilitazione di tutta la collettività, e in particolare di tutti quei cittadini che ancora ritengono l’antifascismo un valore imprescindibile, per denunciare la gravità di questi fatti e il logoramento del tessuto democratico che rende possibili tali episodi. Per questo vogliamo indire per sabato 21 marzo alle ore 15:00 in Piazza Vittoria un presidio di protesta contro le aggressioni fasciste di questo giorni. È ora di dare avvio a una controtendenza sempre più urgente.

Ora e sempre Resistenza!

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