Viltà fascista

Questa lettera a proposito dell’aggressione fascista del 28 marzo è stata pubblicata (con alcuni tagli redazionali e modifiche) oggi 9 aprile su La Provincia Pavese.

Terrorismo fascista a Pavia?

Sono il proprietario dell’automobile devastata dai fascisti la sera di venerdì 28 marzo di fronte al Centro Sociale Barattolo, alla presenza di numerosissimi testimoni fra cui più di una decina di poliziotti, carabinieri e agenti della DIGOS. Molti concittadini hanno visto questa vettura, con entrambi i finestrini posteriori sfondati, pezzi di vetro ovunque, la carrozzeria sfondata in diversi punti, poiché è stata portata il giorno dopo in piazza della Vittoria come esempio visivo della violenza fascista.
un’altra immagine ben più impressionante e significativa che molti hanno avuto occasione di avere davanti agli occhi è quella delle ferite al collo, al volto e al braccio riportate dalla compagna, come me militante dei Giovani Comunisti (Rifondazione Comunista) di Pavia, che si trovava nel sedile posteriore della mia macchina quando i fascisti hanno sfondato a calci il vetro. Ricordo l’immagine allucinante della scarpa di uno di questi vili che attraversava il finestrino facendo esplodere schegge di vetro sul viso della ragazza.
Come se non bastasse, uno di questi bestioni ha anche cercato di estrarla dal finestrino appena sfondato tirandola per la felpa, quasi soffocandola. Quale mente meschina e codarda può pensare di prendersela con una ragazza inerme, spaventata e anche abbastanza gracile? Con che genere di terroristi abbiamo a che fare, gente che non si ferma nemmeno di fronte all’urlo disperato di una ragazza di vent’anni che grida “lasciatemi!”??
Non ho scrupoli nell’usare due orribili parole per definire tutto questo: TERRORISMO FASCISTA. Pavia, 2003.
Non sono solito limitarmi a considerazioni superficiali nell’analizzare gli eventi, la mia storia di attivista politico mi spinge a cercare sempre conclusioni generali ai singoli eventi della vita. Anche questi eventi drammatici, mi hanno spinto a riflessioni politiche, prima fra tutte quella che un governo autoritario, reazionario e guerrafondaio come quello della “banda Berlusconi” non può non generare più o meno consapevolmente queste forme estreme di razzismo e di squadrismo; oppure, quella che di fronte alle mobilitazioni contro la guerra all’Iraq questi individui giocano il ruolo di distrarre le forze della sinistra dal compito fondamentale di fermare questa inaccettabile aggressione colonialista.
Per una volta, tuttavia, vorrei limitarmi ad esprimere prima di tutto il mio disgusto e il mio disprezzo per la presenza nella nostra città di gruppi organizzati che praticano indisturbati (nessuno di loro è stato finora arrestato) lo squadrismo e il terrorismo nero, senza rispettare neanche, nonostante tutti i loro discorsi sull'”onore” e sul “coraggio”, un principio elementare valido anche presso le peggiori bande di teppisti: le donne non si picchiano.
Bisogna fare qualcosa.

Mauro Vanetti
coordinatore provinciale dei Giovani Comunisti (PRC) Pavia

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